“Comincia a Brooklyn” Federica Piacentini Nutrimenti

 

 

Martin è un combattente a soli nove anni.

Determinato a riuscire nel suo piano impara a giocare a scacchi.

Deve vincere un torneo che gli permetterà di avere il denaro per curare la madre.

“Comincia a Brooklyn”, pubblicato da Nutrimenti, è all’apparenza una storia semplice, un racconto di formazione.

Ma ben altra è la potenza narrativa di un testo scritto con il cuore.

Nella figura del ragazzino si concentra la difficoltà di crescere, la tensione nel voler superare prove complesse, la necessità di inventare una strategia.

Le dinamiche familiari vengono affrontate con onestà e si percepiscono i nodi conflittuali legati all’assenza del padre.

Come riferimenti forti sono presenti i nonni con le loro storie di migrazione e di riadattamento.

Protettiva e saggia Mama Jean, che pur non essendo parente sa esserci nei momenti difficili.

Certamente il maestro di scacchi diventa un pilastro fondamentale per la capacità di insegnare ad affrontare le sfide a viso aperto.

“Il bianco e il nero sulla scacchiera apparivano come la separazione netta della speranza e del fallimento: speranza di riuscire, paura di fallire.”

La scrittura mantiene un tono uniforme, chiaro, senza forzature sentimentali.

Le parole interpretano gli stati d’animo e fanno da sfondo ad una narrazione che con pochi tratti delinea la sofferenza e indica la via per la reazione.

Anche nei momenti più tragici c’è una luce che sconfigge la paura.

C’è un dopo anche oltre il tempo e lo spazio.

Federica Piacentini ha frequentato la Scuola di Scrittura Creativa di Roberto Cotroneo e nella sua prima prova letteraria mostra l’accuratezza nella scelta dei fonemi.

È evidente la denuncia al Servizio Sanitario americano che non garantisce assistenza a tutti mentre la città innevata sembra uscita da una favola antica.

Per ricordare che “tutte le persone che vanno via, dopo un pò ritornano.”