“Ogni essere umano” Ferdinand von Schirach Neri Pozza

 

 

“Il 1° dicembre 2009, dopo una lunga gestazione, è entrata in vigore la “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea”, elaborata a partire dal 2000 da una convenzione di capi di Stato, membri del Parlamento europeo e dei Parlamenti nazionali e da un rappresentante della Commissione europea.”

È sufficiente a garantire i diritti fondamentali?

Siamo certi che non è stato sottovalutato qualche aspetto importante?

“Ogni essere umano”, pubblicato da Neri Pozza e tradotto da Chiara Ujka, è un piccolo saggio che non può mancare nelle nostre librerie.

Scritto in maniera semplice introduce 6 nuovi Articoli che non vogliono demolire ma aggiungere attraverso un ragionamento lucido una implementazione.

Un’ occasione per promuovere, rendere più interattiva e più adatta ai nostri tempi la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Poche parole essenziali ma incisive.

Il primo articolo riguarda “il diritto di vivere in un ambiente sano e protetto.”

Obiettivo da raggiungere iniziando a difendere il patrimonio ambientale e animale che consegneremo ai nostri figli.

“Tutti gli esseri umani hanno il diritto all’autodeterminazione digitale.

È vietato raccogliere dati personali o manipolare le persone.”

Avevate pensato a quanto sia importante tutelarsi in questo tempo in cui le nostre esistenze sono esposte all’occhio indiscreto dei social?

Il terzo punto riguarda l’intelligenza artificiale e la verifica degli algoritmi.

Spettacolare la quarta affermazione:

“Tutti gli esseri umani hanno il diritto ad avere la certezza che le affermazioni fatte da chi li governa siano veritiere.”

Finalmente la verità trionferebbe, che grande conquista!!!

Lascio ai lettori il piacere di scoprire gli ultimi due enunciati, avvisando che vanno letti con molta attenzione.

Un interessante excursus storico delinea un panorama che ha mostrato non poche falle.

Bello il riferimento alla figura di Lafayette con le sue ombre e le tante luci.

La Storia, sedimentando, darà le risposte a molti interrogativi sulle scelte dei nostri avi.

Ma oggi tocca a noi, essere comunità attiva, pronta a creare forum virtuali per dare forza ad una partecipazione democratica.

“Nulla è più potente della volontà unita delle cittadine e dei cittadini.

Dopotutto, è la nostra società, è il nostro mondo, sono le nostre vite.

E noi siamo responsabili nei confronti di coloro che sono più deboli di noi.”

Un plauso allo scrittore tedesco Ferdinand von Schirach che ci ha regalato il sogno realizzabile di una società migliore.

 

“Caffè e sigarette” Ferdinand Von Schirach Neri Pozza

 

“Le cose che amiamo non si possono ripetere.”

È importante ricordarle e Ferdinand Von Schirach riesce a mettere insieme ricordi, incontri, esperienze.

“Caffè e sigarette”, pubblicato da Neri Pozza e tradotto da Chiara Ujka, unisce memorie d’infanzia ad acute analisi politiche.

È un saggio di etica e di morale, una brillante antologia letteraria, un’appassionata cineteca.

“Amare se stessi è chiedere troppo.

Ma la forma deve essere preservata, è la nostra unica fermata.”

Il rispetto per la vita traspare in ogni pagina, è  monito a percorrere sempre le strade dell’integrità.

Tanti gli interrogativi che arrivano accompagnati da un ragionamento lineare, lucido.

L’autore sa che non sempre la legge viene rispettata e ci chiede quale è il nostro ruolo di cittadini.

L’incontro con la prostituta senegalese, l’amicizia con Lars Gustafsson, la figura del padre: piccole gemme di un patrimonio emotivo.

Ci sono pagine da rileggere con attenzione dove ogni virgola ha il suo peso specifico.

“La dignità dell’uomo è la brillante idea dell’Illuminismo, può dissolvere l’odio e la stupidità, è a favore della vita perché conosce la nostra finitezza, e solo attraverso di essa diventiamo esseri umani in senso profondo e vero.

Ma la dignità non è una parte dell’uomo come un braccio o una gamba. È solo un’idea, è fragile, e dobbiamo proteggerla.”

Parole importanti che emozionano e invitano a sperare in una società più giusta.

Le colpe degli avi e il dolore di sentirsi complici insieme al desiderio di scrivere una Storia che non conosca la brutalità.

Si ha la sensazione di entrare nel tempio sacro delle Verità da preservare.

“Siamo caduchi, fragili e vulnerabili e, anche se a volte lo crediamo, non siamo mai in grado di comprendere la nostra esistenza.”

Un velo di malinconia rende ancora più poetiche le affermazioni che nascono da una profonda conoscenza del sè.

Non mancano i riferimenti alle tante ingiustizie perpetrate nel mondo a dimostrazione di una imperfezione che ci accomuna tutti.

Un libro che riesce a regalarci l’attimo in cui la felicità si materializza.

Poi scompare inghiottita dalla nebbia ma resta la testimonianza di un Maestro della letteratura mondiale.