Recensione di @CasaLettori: “Finestra sul nulla” E. M. Cioran Adelphi Editore

 

 

“Finestra sul nulla” E. M. Cioran

Adelphi Editore

Saggistica rumena

 

 

“Nessuna parola esistente è all’altezza dell’anima.

E quando manca la chiave della follia sonora, si trova nella nostalgia delle lacrime una consolazione a questa impotenza linguistica.”

Struggente e malinconico “Finestra sul nulla”, pubblicato da Adelphi Editore e tradotto da Cristina Fantechi, va letto a piccole dosi.

È composto da frammenti che fanno intravedere il percorso interiore di Cioran.

Le pagine, scritte in romeno e mai pubblicate, in un primo momento danno la sensazione di idee che vengono annotate in attesa di una collocazione unitaria.

Man mano che si procede nella lettura ci si accorge di una ben definita struttura ideativa.

Basta riprendere in mano i “Quaderni” per verificare che il costrutto è lo stesso.

Il pensiero viene esaltato , vivificato da una fulminea introspezione.

Liberato dall’ossessione del giudizio altrui, espresso nella sua elaborazione mentale.

L’autore è sempre stata figura complessa e discussa negli ambienti intellettuali per il suo costante dissenso dalla cultura di massa.

Lontano da una letteratura strutturata costruisce le sue opere con famelica logorrea.

E in questa furia intellettiva, nel fragore di concetti che a volte disorientano sta la sua grandezza.

In questo piccolo libretto la forma, nonostante sia raffinatissima, non è elemento dominante.

L’attenzione a fermare ciò che sfugge alla comprensione, il bisogno di esplorare la morte, la tendenza a cercare la salvezza, il tragico flusso di un tempo “venuto al mondo per prosciugarci il sangue”, il rapporto con la fantasia e il sogno: le sinapsi del lettore vengono messe costantemente alla prova.

Sarebbe errato cercare di afferrare un’unica filosofia, bisogna imparare ad ascoltare.

“Essere o non essere all’interno della chimera.

Quando ci si sacrifica o si sacrifica anche loro, l’anima, il popolo, la storia, la scienza, la religione esistono.”

Noi definiamo il mondo, eterni viandanti con troppe mete da seguire.

Caustico in alcune riflessioni, polemico, provocatore, ribelle.

Fantasioso, dubbioso, critico, tormentato.

È il caleidoscopio delle possibilità insite nella natura umana.

Pessimista?

Forse ma non è questo il filo conduttore del testo.

Credo che quel nulla spesso citato nasconda profonde ramificazioni.

L’infinito si raggiunge toccando il nulla e lo scrittore ha il coraggio di toccare gli abissi e poi tornare a raccontarli.

La premessa di Nicolas Cavaillès è molto curata, un excursus antropologico che sottolinea “la nebbia cinica e scettica” dell’opera.

“L’immaginazione ha generato gli angeli; la realtà i carnefici.”

Grandioso!

 

Catalogo Adelphi

 

Emil M.[] Cioran è stato un filosofosaggista e aforista rumeno, tra i più influenti del XX secolo.