“Folli” Floriana Perna Castelvecchi Editore

 

“Folli”, pubblicato da Castelvecchi Editore, è drammatica testimonianza di una condizione femminile che non dovrà più ripetersi.

Invito a non dimenticare le tante recluse in luoghi di detenzione perchè considerate pazze.

Accusate arbitrariamente da mariti, padri, fratelli hanno subito una violazione fisica e psicologica.

Sono state annientare, ridotte ad oggetti, incapaci di reagire.

Hanno perso il diritto ad un nome, a una famiglia.

Ambientato a Fremantle, in Australia Occidentale nel 1870 racconta cosa significhi vivere all’interno dell’Asilo per Donne Folli.

“Perché la costruzione è circondata da mura che sembrano stringerla fino a soffocarla?

Perché le finestre del piano inferiore sono coperte da grate?

Perché sulle pareti color ocra sono inchiodate così tante croci di ferro?”

Una costruzione massiccia all’apparenza simile ad una cattedrale tra le sue mura gelate si cela il dolore e la disperazione.

Un medico compiacente e Matron Rose, capo infermiera, stigmatizzano la mancanza di umanità.

In questo contesto devastante 4 figure femminili regalano al romanzo le loro storie.

Teresa, sedici anni, e le visioni della Madonna nel bisogno straziante di sublimare la morte della mamma.

Mary distrutta dalla depressione dopo una gravidanza illegittima.

Cathe costretta dal marito ad abbandonare “la normalità”.

Johanna ed un inspiegabile mutismo legato ad un misterioso trauma.

Si crea lentamente una confidenza che cementa relazioni, mostra che è possibile ancora provare pietà, ascoltare, condividere la fatica del quotidiano.

Floriana Perna restituisce ai suoi personaggi quell’anima che credevano dispersa.

“Si sente fragile come il giorno in cui è entrata all’Asilo, sabbia sollevata dal vento e annegata nel mare.”

C’è tanta poesia nelle pagine, un balsamo intriso di spiritualità.

Può una mente raggiungere il punto di non ritorno?

Può la fragilità diventare un nemico pericoloso?

Commovente e necessaria evocazione con una scrittura che commuove profondamente.

Ad accompagnare il testo le cartelle cliniche delle internate per ricordare che il libro vuole essere un canto di redenzione.

Per chi non si è salvata, per chi non ha avuto giustizia restano le parole che spero arrivino a tanti.

Grata alla scrittrice.