“Buio” Francesca Rigotti il Mulino

 

“Se la luce alimenta la ragione, il buio abita nelle regioni dell’immaginazione.

Quando la luce eccita il pensiero, il buio calma la mente ansiosa ed è fonte di idee irraggiungibili alla chiara luce del giorno.”

Francesca Rigotti in “Buio”, pubblicato nella Collana “Parole controtempo” da il Mulino, ci permette di vivere un’avventura di altissimo livello culturale.

Dimostra che l’assenza di luce ha una ricchezza concettuale che va rivalutata.

Ricorda che etimologicamente nero e bianco sono collegati al verbo germanico “splendere”.

Esplora l’Antico Testamento e ci commuove proponendo il brano della Genesi.

Fa accostare alle acque fertili del Nilo che “danno all’oscurità un valore benefico di fertilità.”

Da Nietzsche a Novalis siamo immersi in una dimensione poetica, mentre zampillanti fontane danno voce ai colori dell’animo.

Il valore salvifico del ritorno al grembo materno, la visione delle stelle leopardiane, “la conoscenza  quale divenire dello spirito” in Platone: ogni riferimento è accompagnato dalla citazione.

Si entra nel regno del sapere mentre si svelano tante metafore che circoscrivono il buio nel territorio della vergogna e del sotterfugio.

La cecità di Edipo e Tiresia vengono letti come espressioni metafiche.

“Scrivo mentre bruciano le foreste australiane e gli animali muoiono a milioni, arsi vivi, e mi chiedo quanto il surriscaldamento della Terra verrà ulteriormente incoraggiato dalla maniera irresponsabile e scellerata con la quale il capitalismo globale, l’irresponsabilità politica e la stupidità individuale trattano l’ambiente.

Senza capire che la luce di quei roghi è ancor più sinistra dell’oscurità causata dall’eruzione di due secoli fa; senza comprendere che troppo calore devasta, troppa luce acceca e genera mostri.”

Parole forti che trasformano il saggio in una forte denuncia.

Il testo è un prezioso compagno nei momenti in cui sentiamo il bisogno di cedere alle lusinghe di luci accecanti e false.