“Cacciatori nelle tenebre” Gianrico e Francesco Carofiglio Einaudi Editore Stile Libero

 

 

A distanza di quindici anni torna in libreria “Cacciatori nelle tenebre”, pubblicato da Einaudi Editore nella Collana Stile Libero.

Graphic novel che oggi più che mai bisogna leggere con attenzione.

Prima protagonista la notte con le sue ombre e i suoi segreti, delineata con tratti decisi.

“Nel cuore di tenebra

Della città accadono

Cose che voi

Abitanti del giorno

Non potreste immaginare.”

Vicoli bui, rumore di passi nel selciato, atmosfera tesa.

Si entra nel regno del Male assoluto, quello che resta fuori dalle nostre esistenze ordinate.

Qualche trafiletto sui giornali, una notizia tra le tante e il tempo per dimenticare.

Gianrico e Francesco Carofiglio ci invitano a penetrare nelle sfere incandescenti di una realtà troppo attuale.

Affrontano con cautela e pietà il rapimento dei bambini, accendono i riflettori su un mercato internazionale che troppo spesso resta impunito.

Scelgono una squadra molto particolare: la sezione Fantasma.

“È un piccolo gruppo di poliziotti.

Ufficialmente inserito nella squadra mobile, ma che di fatto opera in proprio, fuori dalle gerarchie.

E fuori dalle regole.

Si occupano di casi di persone scomparse – soprattutto bambini – e di tutti i reati connessi alle sparizioni.”

Sono una categoria a parte, considerati dei reietti perchè hanno sbagliato.

Ed è questa caratteristica a renderli tanto umani.

Sfatato il mito della perfezione ed accentuata quella crepa che ci portiamo dietro come fardello.

Intuiamo che ognuno di loro combatte contro i fantasmi del passato, questa percezione accentua il clima di tensione.

Grazie alle schede introduttive impariamo a conoscerli e restiamo sorpresi quando incontriamo l’ispettore Carmelo Tancredi, conosciuto grazie agli splendidi romanzi di Guerrieri.

Una sperimentazione che concatena due generi letterari differenti, brillante dimostrazione che la letteratura è interscambiabile.

Un omicidio e ci si aspetterebbe la ricerca del colpevole.

La raffinatezza dei due scrittori ci spiazza.

Chi è l’uomo che è stato ucciso?

Ci sono colpe che non possono essere perdonate?

Che ruolo ha la coscienza?

Le parole sono stringate, essenziali.

Dominano le espressioni dei volti e i suoni.

Il bianco e nero spicca ed è la ferita di una società malata, dove complici e colpevoli mostrano la follia dell’animo umano.

Bellissima la conversazione con Vincenzo Mollica che svela strategie narrative e tecniche grafiche.

Interessante la dimensione surreale in alcune immagini, quasi il bisogno di prendere le distanze da ciò che si racconta.

Un lavoro a quattro mani dove sentimenti, emozioni, pulsioni vengono condivisi.

La speranza che continuino le avventure di questi incredibili eroi del Bene.

Divertente la scelta dei nomi.

Perchè?

Leggetelo e lo scoprirete.