“L’amore dell’ultimo milionario” Francis Scott Fitzgerald minimum fax

 

È difficile pensare che “L’amore dell’ultimo milionario” sia un romanzo incompiuto, pubblicato postumo da Edmund Wilson, critico letterario e scrittore.

Lo sguardo acuto sulll’universo patinato del cinema ci regala quella visione critica che ha contraddistinto Francis Scott Fitzgerald.

Una illusoria realtà dove rivalità e conflitti vengono nascosti sotto il tappeto dell’ipocrisia.

Perfetta la scelta del protagonista, Monroe Stahr.

Produttore cinematografico, considerato da tutti una stella, ammirato e apprezzato, mantiene un distacco socratico che gli conferisce un’aura di mistero.

Sa mettersi in discussione e sopratutto non si accontenta di film poco credibili.

È un eroe romantico e al contempo un sognatore.

Aggrappato al ricordo della moglie vive la perdita sublimandola.

Sa che il passato non si può riproporre ma spera di ritrovare la sua Minna.

L’incontro con una giovane che nelle fattezze è simile al suo grande amore scatena una reazione a catena.

Il testo riproposto nella sua integrità da minimum fax è bellissimo e la traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini sottolinea una scrittura asciutta e concisa.

La presenza di una narratrice esterna, Cecilia, crea una sorta di doppia inquadratura mentre i dialoghi e il linguaggio permettono al lettore di essere presente.

Ci sono passaggi commoventi e nella celebrazione dell’idillio si percepisce il sospetto che niente è per sempre.

Anche nei momenti più esaltanti la malinconia è stato d’animo presente.

È compagna che non si può abbandonare, è il richiamo a ciò che finisce.

“Non dovresti dimenticare.”

La memoria è preziosa riserva di esperienze, è salvezza e tormento.

“Spero che il libro sarà qualcosa di diverso, che susciti emozioni e forse persino un nuovo modo di guardare a certi fenomeni.”

Leggendo l’Appendice sentiamo che accanto a noi c’è l’amato Fitzgerald.

Siamo invasi da una grande gioia.

Siamo entrati nel profondo dei pensieri di un Maestro.

Splendid l’introduzione di Goffredo Fofi e la prefazione di Paolo Simonetti.

Tasselli fondamentali per un approfondimento letterario e culturale di altissimo livello.

Non vi resta che godervi un testo perfetto che vi farà riflettere sul senso delle scelte e sulla fugacità dell’esistenza.

Il ritratto delicato e poetico della fine di sogno e non solo quello dell’America in declino.

Restano le parole a testimoniare che scrivere significa mettersi in gioco.