“Studi sull’amore” Franco Arminio Einaudi Stile Libero

Fotogrammi che nelle fluida contaminazione di stili esplorano quella magica alchimia che chiamiamo amore.

Difficile, complicato, mai egoista.

Limpido come il paesaggio che si fa interprete di una rivisitazione di vissuti.

Tragico come il tempo che scombina il destino e imprime accelerazioni improvvise.

Fragile e disarmato, senza ormeggi sicuri.

Infinito nelle notti senza sogni dove il presente apre crepe da rattoppare.

Geografico, abitato da assenze, carico di desiderio e di paure.

Pericoloso quando il silenzio non permette riconciliazione.

Distante dal mondo con la sua invadenza e il suo battito frenetico.

Misterioso come la carne dell’altro che si fa antro di caverna.

Impenetrabile alla ragione che prova a intrufolarsi con la forza.

Lontano e irraggiungibile, meraviglioso e incostante, puro come una goccia di pioggia, tempestoso come una bufera interiore.

“Studi sull’amore”, pubblicato da Einaudi Editore nella Collana Stile Libero, è il brivido che attraversa il lettore, emozione e pianto, raccoglimento e preghiera laica.

È malinconia che si stende sul testo e lo rende vivo.

È inizio e fine, vita e morte, pausa dopo una lunga corsa.

Nella struttura del verbo che si apre a infinite interpretazioni l’io diventa universale e mostra il vero senso di una poetica mai ferma su un’unica trama narrativa.

La ripetizione della parola “infinito” fa intravedere una ricerca che trascende la materia, vuole scrivere una filosofia esistenziale che si spinge in alto.

Non il cielo ma qualcosa di più intenso, di più forte, di più esaltante.

Ma per raggiungere questa meta non ci sono scorciatoie, bisogna camminare, infangarsi, piegarsi, interrogarsi.

Imparare a conoscersi liberando ogni timore.

Rispetto alle precedenti opere, questo testo ha una maturità interiore frutto di un lungo lavorio mentale.

Franco Arminio ci regala una innocenza ritrovata insieme a una libertà semantica in questo tempo ubriaco di parole.

Parla all’uomo di strada, alla donna affaticata, al giovane confuso, alla terra, al mare, a chi si è perduto, a coloro che arrancano in salita.

La mia gratitudine.