“La casa sulla collina” Gary Shteyngard Guanda Editore

 

“La casa sulla collina”, pubblicato da Guanda Editore e tradotto da Katia Bagnoli, riesce a mettere in crisi.

Trecentonovantacique pagine volano veloci grazie ad una struttura narrativa impeccabile, costruita come un lego, mattoncino dopo mattoncino.

Viene fuori una rappresentazione nella quale specchiarsi.

Tante saranno le sorprese quando ci accorgeremo di essere protagonisti ignari di questa scenografia contemporanea.

Ambientato in tempo di pandemia il romanzo riesce a far rivivere le paure, le incertezze, i dubbi e il crescente stato di impotenza.

Come è capitato anche a noi ognuno reagirà a modo suo, mostrando quei lati oscuri della personalità.

Sasha e Masha ospitano nella loro residenza un gruppo di amici.

È come se volessero proteggersi e proteggere dal virus mantenendo quella socialità negata dalle restrizioni.

Il luogo diventa metafora del bisogno di certezze insito nella natura umana ma c’è molto altro.

I due coniugi sono immigrati ebrei sovietici e quello che potrebbe sembrare un dettaglio colora e tratteggia la condizione di esule.

Altra simbologia che estrapolata dal contesto storico diventa condizione esistenziale di tutti noi di fronte ad un nemico sconosciuto.

Tutti i personaggi sono attori principali e all’interno del testo si muovono in piena autonomia e non è casuale la presenza dell’Attore, a voler sottolineare che la vita in fondo non è altro che un’irriverente spettacolo teatrale.

Dallo scrittore mancato, alla “provocatrice”, alla ragazzina adottata, all’erede di una ricca famiglia coreana: lo spaccato di una società in cerca di sé stessa.

Gary Shteyngard sa manipolare il testo, creare tensione, alternare fantasia a quotidianità.

È ironico e pungente, saggio e provocatore, libertino e moralista.

Anche lui fa parte del gioco delle parti e pur essendo dietro le quinte è molto presente.

Può l’amicizia franare in condizioni di forzata convivenza?

Riusciranno i segreti a rimanere custoditi per sempre nell’antro dell’oblio?

E l’amore sa sopravvivere?

Questi solo alcuni degli infiniti spunti di riflessione.