“Le cose imperfette” Gianni Montieri LiberAria Editrice

“Quando non ci sei non dormo

quando non ci sei ho freddo.

È molto semplice, è tutto qui.

“Le cose imperfette”, pubblicato da LiberAria Editrice, ha continui rimandi ad un quotidiano essenziale, fugace come una stella cadente.

Presente tra cartelloni pubblicitari e tram che corrono indifferenti.

Un giubotto di pelle, la copertina di un libro, villaggi cancellati, impalcature: la dispersione di un presente carico di nostalgia.

“Il tuo mattino disperso

ricomposto in coda al mio.”

Sussurri poetici, voci che si intersecano in una geografia intimista dove l’oggetto si sublima e segna il calendario individuale.

Il niente da rimpire con gesti che si consumano stremati, il bisogno di cercare gli strappi, “il difetto della trama.”

Nel verso di Gianni Montieri niente è scontato e un pulviscolo magico trasforma ogni futilità in vita da osservare.

Carnale, carico di odori e colori il testo è l’album di minuscole ed essenziali verità.

Il tempo come inciampo, inutile spreco di occasioni.

“Cucirsi le labbra sopra

e sotto, l’ultima maniera

di comunicare, usarsi

come un monolite di silenzio.”

Si sente l’ afflato emozionale di una scrittura che esce dai canoni del già detto per immergersi in una sperimentazione stilistica e formale.

Roma, “sirena che spiega sull’acqua nulla di nuovo lungo il fiume opaco”, Milano sfumata in un’immagine che restituisce il senso un’assenza.

“Lo conosci il peso dei giorni?

a volte è quasi niente, lieve

più di una piuma.”

Un invito a continuare ad osservare, a difendere la meraviglia nella “consapevolezza che i giorni a venire dipendono dalla nostra immaginazione.”