“Improvviso il Novecento” Giordano Meacci minimum fax

 

 

Difficile trovare un testo che sappia raccontare con tanta passione e competenza chi è stato Pier Paolo Pasolini.

“Improvviso il Novecento”, pubblicato da minimum fax, è la rappresentazione culturale di un’epoca, la rivisitazione accurata di un’esistenza.

Impossibile riuscire a rendere in poche righe quali emozioni e suggestioni toccano il lettore.

Pasolini torna a vivere, esce dal silenzio in cui è stato ingiustamente relegato e si mostra.

Impariamo ogni suo gesto, scelta, provocazione.

Seguiamo i suoi passi, ci accostiamo ai suoi scritti con quella libertà che solo la vera letteratura concede.

Ci chiediamo capitolo dopo capitolo come definire il testo.

Un saggio, una memoria storica, la peregrinazione del viandante che cerca la strada maestra.

Ogni pagina suscita stati d’animo, palpiti del cuore.

Mi piace pensare ad un’opera corale dove ognuno scrive un pezzo di storia e quella storia personale diventa collettiva.

Accanto ad intellettuali e artisti la voce di uomini comuni che ebbero la fortuna di incontrare il grande Poeta.

I suoi sorrisi, l’ironia, la rabbia, le tensioni emotive, le fughe introspettive: imnagini che scorrono come un fiume in piena.

E siamo travolti, inghiottiti dalla Parola che si fa carne, che esplode nella rima asimmetrica, nelle osservazioni pungenti, nel dinamismo mentale.

Dalla scuola ai dibattiti pubblici, dal cinema alla scrittura: la poliedrica espressività di un vate inascoltato.

La puntualità delle osservazioni politiche oggi riusciamo a collocarle nel presente, sentiamo che anticipavano il pantano ideologico e morale.

La scelta del dialetto, il rigore nella visione della società, il laicismo accompagnato dalla lettura del Vangelo, il rovello interiore, l’amore per la storia dell’arte: tasselli di un affresco immenso.

E le testimonianze di Fernanda Pivano, Vincenzo Cerami e tutti quei personaggi che hanno arricchito il secolo passato.

“I ragazzi giù nel campo

Non posseggono memoria

Perciò vendono gli antenati

Poi son presi da tristezza.”

Giordano Meacci riesce a restituire la memoria, a costruire una cattedrale storica incredibile.

Il mio augurio è che “Improvviso il Novecento” diventi compagno di avventure di tanti giovani.

Da adottare come antologia nelle scuole, da leggere e commentare nelle piazze.