“Il romanzo dell’anno” Giorgio Biferali La Nave di Teseo

Un incidente stradale e Livia è in coma.

Niccolò si affida alla scrittura per convivere con una mancanza che lo lacera.

“Il romanzo dell’anno”, pubblicato da “La nave di Teseo”, potrebbe essere la solita storia d’amore senza scarti ideativi.

Giorgio Biferali riesce a creare un testo che fa riflettere sul tempo che passa inesorabile come se nulla fosse accaduto.

Estraneo ai nostri personali drammi il calendario scorre e si può solo riempirlo di parole.

Spontanee come quelle di un ragazzino che sperimenta il potere taumaturgico del dialogo con se stesso.

Dolorose come i ricordi di giorni felici, incerte perché il futuro è diventato opaco.

Solitarie mentre si barcolla di fronte al vuoto che avvolge.

Le lunghe liste composte insieme, i film, i libri letti e commentati: un lungo rincorrere pezzi di esistenza insieme.

Si corre verso il finale con frenesia ma una frase, una domanda, l’evocazione di un’immagine rallentano la lettura.

Si scivola dentro una trama che fin dall’inizio lascia tanti sospesi.

Lo scrittore già in “L’amore a vent’anni”, (tunuè) ci ha abituati alle sorprese.

Nel ribaltare i punti di vista offre una panoramica letteraria interessante.

Niente è come appare perché “vivere è passare da uno spazio all’altro cercando di non farsi troppo male.”