“Le api non vedono il rosso” Giorgio Scianna Einaudi Editore

 

Giulio è il progettista di un’auto automatica che perdendo il controllo uccide una bambina.

I riflettori si accendono travolgendo le certezze di una famiglia normale.

Giorgio Scianna in “Le api non vedono il rosso”, pubblicato da Einaudi Editore, mostra quanto l’imprevedibile possa far traballare le nostre vite.

Quel qualcosa che non ci aspettavamo arriva come un fulmine costringendo ad interrogarsi.

La valanga giudiziaria e mediatica apre una falla nella quiete di esistenze che credevano di essere immuni dalle avversità.

È questo stato passivo che viene squarciato ed il romanzo diventa il luogo del dubbio.

Esiste una colpa e chi dovrà espiarla?

La società vuole un capro espiatorio, urla il bisogno di giustizia.

Ma quell’urlo è la follia di una folla inferocità, l’arroganza di giornalisti e fotografi.

È l’invasione nei territori privati, la violenza di chi non vuole ricostruire i fatti.

Ale e Chiara sono due bravi ragazzi “che cercano di capire” chi è veramente il padre.

Un percorso doloroso, necessario per assolvere o condannare, per scegliere da che parte stare.

Il nucleo familiare si muove al rallentatore ed ogni reazione è segno di un cambiamento nelle dinamiche affettive.

Impossibile tornare alla normalità, agli interessi adolescenziali, si è perso il baricentro, si vogliono risposte.

“Sua moglie aveva una faccia dolce, i lunghi capelli neri incorniciavano occhi altrettanto dolci, dolci i suoi movimenti, lo baciata ogni volta che tornava a casa, ma le sue domande nascondevano spesso una bontà micidiale, la voglia di capire, senza pudore.”

Tania, moglie e madre, deve essere riferimento certo, figura simbolica di una resistenza tipica del femminile.

Tante sono i risvolti emotivi e sociali in un romanzo compatto, veloce nei dialoghi, poco incline alle retoriche buoniste.

Anche in questa prova letteraria lo scrittore si concentra sull’adolescenza.

Il suo è uno sguardo profondo dove la denuncia dell’abbandono minorile diventa invito a non sottovalutare la sofferenza e la solitudine.

Una cosa è certa: leggendo il libro scopriremo come non trasformarci in macchine.