“Dentro la sala degli specchi” Liv Strömquist Fandango Libri

 

“Ci affidiamo ancora di più ai modelli perché ci aiutano a indirizzare i nostri desideri verso determinate cose.

Quindi: adesso viviamo in un’epoca in cui il desiderio mimetico si è intensificato, è completamente libero e illimitato, come conseguenza della dissoluzione di tutti i divieti.”

Nasce così la “rivalità mimetica” e il modello diventa un ostacolo.

Come reazione a catena siamo invischiati nel meccanismo della competizione.

Cosa resta del nostro Io?

Quanta autonomia ha, come si vede?

“Dentro la sala degli specchi”, pubblicato da Fandango Libri e tradotto da Samanta K. Milton Knowles, è un graphic novel divertente e istruttivo.

Ideale per chi vuole svincolarsi da standard imposti, sta provando a costruire in maniera autonoma il proprio Ego, non si sente adeguato, ha un’immagine distorta del corpo.

Cosa ci ha portato a considerare la bellezza come pilastro fondamentale della società?

È preoccupante la scissione tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere e ancora più allarmante la dissociazione che sta avvenendo tra ciò che postiamo sui social e la nostra anima.

Liv Strömquist é una delle più note fumettiste svedesi, ha una verve tagliente e provocatoria.

Usa molto i colori e le sue linee si inseguono sulla carta.

Abbiamo quindi due rappresentazioni: quella grafica e quella parlata.

La vignetta illustra il concetto e autorevoli sociologi, storici, filosofi sono voci fuori campo, come coscienze amiche che mostrano la giusta direzione.

Dalla principessa Sissi a Giacobbe, a Rachele e Lia: un excursus che unisce il prima e il dopo.

Un testo gradevolissimo, spregiudicato che ha il coraggio di mostrare i punti deboli di una sub cultura capitalista dove la donna purtroppo torna ad essere oggetto del desiderio.

Per vincere la paura di essere diversi, per imparare ad essere autentici.

Buona lettura!

“Diari di bordo” Sempé Edizioni Clichy

 

“I disegni di Sempé sono animati da un movimento musicale assai prossimo alla danza e al balletto.

Con lui siamo ben oltre la caricatura e la satira sociale.

I suoi personaggi  – anche quando non si tratta di signori ben vestiti e di dignitose signore che si scambiano frasi gravi – sembrano sfuggire alla legge di gravità.”

La prefazione di Patrick Modiano ci introduce nell’universo variegato di “Diari di bordo”, pubblicato da Edizioni Clichy e tradotto da Tommaso Guerrieri.

Tratti essenziali come attimi che si scompongono in infinite interpretazioni.

Ecco l’uomo immerso nei pensieri, il dubbioso, il lettore, il solitario.

E le coppie nel fermo immagine di un gesto che non ha bisogno di parole.

E i lineamenti decisi, la prominenza dei nasi, la profondità delle bocche, i sorrisi e le tristezze, le mille posizioni di una quotidianità osservata al rallentatore.

Piccoli scorci di salotti, l’immancabile poltrona come un prolungamento necessario, il divano dell’analista, una macchina da scrivere, il balcone di un anonimo palazzo.

Le dimensioni sbilanciate di adulto e bambino, una giornata di vento, il mondo che bussa impertinente attraverso un giornale.

Non mancano i gatti e gli strumenti musicali mentre si partecipa a quella che sembra una festa di paese.

Cappelli e volti giovani, il mare solo immaginato, nessuna staticità.

Tutti cercano un nuovo baricentro mentre le città sono sfondi con pochi dettagli.

Sono le linee più spesse o meno spesse, gli intecci in bianco e nero a raccontare Parigi.

Gli omini rinchiusi in un rettangolo, di profilo, ad osservare qualcosa che non riusciamo a vedere.

La donna che vola su una scopa, che si traveste da equilibrista per uscire dalla sua condizione di casalinga annoiata.

Pochissime frasi riempiono il nostro viaggio.

“É il momento in cui sono assalito da un sentimento ingiusto, e che non ho meritato: il senso di colpa.”

Credetemi, si resta folgorati da Sampé.

I disegni emergono come per magia, rivelano una infinita sensibilità, mostrano la friabilità dell’essere.

Mi piace un suggerimento dell’autore:

“Sei tu stessa, piccola mia

Sei sua, ma sei anche tua.”

 

 

 

 

“Cacciatori nelle tenebre” Gianrico e Francesco Carofiglio Einaudi Editore Stile Libero

 

 

A distanza di quindici anni torna in libreria “Cacciatori nelle tenebre”, pubblicato da Einaudi Editore nella Collana Stile Libero.

Graphic novel che oggi più che mai bisogna leggere con attenzione.

Prima protagonista la notte con le sue ombre e i suoi segreti, delineata con tratti decisi.

“Nel cuore di tenebra

Della città accadono

Cose che voi

Abitanti del giorno

Non potreste immaginare.”

Vicoli bui, rumore di passi nel selciato, atmosfera tesa.

Si entra nel regno del Male assoluto, quello che resta fuori dalle nostre esistenze ordinate.

Qualche trafiletto sui giornali, una notizia tra le tante e il tempo per dimenticare.

Gianrico e Francesco Carofiglio ci invitano a penetrare nelle sfere incandescenti di una realtà troppo attuale.

Affrontano con cautela e pietà il rapimento dei bambini, accendono i riflettori su un mercato internazionale che troppo spesso resta impunito.

Scelgono una squadra molto particolare: la sezione Fantasma.

“È un piccolo gruppo di poliziotti.

Ufficialmente inserito nella squadra mobile, ma che di fatto opera in proprio, fuori dalle gerarchie.

E fuori dalle regole.

Si occupano di casi di persone scomparse – soprattutto bambini – e di tutti i reati connessi alle sparizioni.”

Sono una categoria a parte, considerati dei reietti perchè hanno sbagliato.

Ed è questa caratteristica a renderli tanto umani.

Sfatato il mito della perfezione ed accentuata quella crepa che ci portiamo dietro come fardello.

Intuiamo che ognuno di loro combatte contro i fantasmi del passato, questa percezione accentua il clima di tensione.

Grazie alle schede introduttive impariamo a conoscerli e restiamo sorpresi quando incontriamo l’ispettore Carmelo Tancredi, conosciuto grazie agli splendidi romanzi di Guerrieri.

Una sperimentazione che concatena due generi letterari differenti, brillante dimostrazione che la letteratura è interscambiabile.

Un omicidio e ci si aspetterebbe la ricerca del colpevole.

La raffinatezza dei due scrittori ci spiazza.

Chi è l’uomo che è stato ucciso?

Ci sono colpe che non possono essere perdonate?

Che ruolo ha la coscienza?

Le parole sono stringate, essenziali.

Dominano le espressioni dei volti e i suoni.

Il bianco e nero spicca ed è la ferita di una società malata, dove complici e colpevoli mostrano la follia dell’animo umano.

Bellissima la conversazione con Vincenzo Mollica che svela strategie narrative e tecniche grafiche.

Interessante la dimensione surreale in alcune immagini, quasi il bisogno di prendere le distanze da ciò che si racconta.

Un lavoro a quattro mani dove sentimenti, emozioni, pulsioni vengono condivisi.

La speranza che continuino le avventure di questi incredibili eroi del Bene.

Divertente la scelta dei nomi.

Perchè?

Leggetelo e lo scoprirete.

 

 

 

“All the love I can get” Tommi Parrish minimum fax

 

“Dal risentimento nascono molte forme di malattia spirituale.”

Tommi Parrish riesce a raccontare il nostro tempo con una sensibilità che lascia senza fiato.

Incisiva, tagliente, tenera e commovente trova le parole giuste per descrivere la difficoltà di costruire relazioni.

Il suo mondo è affollato da figure che sono state travolte dall’esistenza.

Affamate d’amore ma incapaci di esprimere i propri sentimenti.

Imprigionate nella rabbia e nel rimpianto, sentono un vuoto incolmabile.

Si muovono tra lavori precari e giornate stressanti, oppresse dai sensi di colpa.

Sanno di non essere affidabili e la fragilità ingigantisce il senso del fallimento.

Ai gruppi di ascolto provano a dare voce al dolore che si è incistato nell’animo.

Poche frasi che arrivano come ghiaccio che prova a sciogliersi e immagini stilizzate in un graphic novel, pubblicato da minimum fax nella Collana “Cosmica.”

“All the love I can get” mette in scena il teatro di due esistenze.

Eliza è ragazza madre, cerca di conciliare le attenzioni per il figlio agli orari lavorativi.

Ma sa di non fare abbastanza e questo cruccio è amplificato dalle occasionali apparizioni dell’ex compagno.

Nel tempo libero scrive tentando di aggrapparsi alla parola da troppo tempo taciuta.

Sasha esce da esperienze devastanti e la convivenza con i genitori acuisce lo smarrimento.

Si concede forse per cercare l’affetto che le è mancato.

Incontrando Eliza intuisce che qualcosa le unisce.

Costruire un rapporto, fidarsi e affidarsi è troppo complicato.

Significherebbe rimuovere anni di negazioni, di silenzi, di persone sbagliate.

Un testo che si interroga sul bisogno di conforto, sulla terribile sensazione di inutilità.

Che mostra le fratture di un presente dove ognuno è monade che gira a vuoto.

Azzeccato il contrasto tra queste esistenze frantumate e le tecniche per rimanere a galla.

Imparare ad “essere grati per”, rimuovere tutti coloro che sono “tossici”, “uscire da un baratro.”

Un testo educativo e utilisissimo per riconquistare la fiducia in se stessi.

Interessante è ruolo del piccolo Justin, senza anticipare le sorprese il ragazzino apre uno spiraglio di luce.

Ci fa pensare che la nuova generazione ha tanto da insegnarci e certamente potrà salvarci.

Bellissime le gradazioni di colore, le pagine dove non serve il linguaggio per narrare, gli angoli sfumati e i dialoghi rallentati.

Complimenti all’editore e alla traduttrice Alice Amico che ci hanno regalato una perla che rigenera e pone interrogativi.

Da leggere e da sfogliare come fosse una terapia, la nostra terapia.

“La rosa armata” Costanza Durante Elisa Menini minimum fax

 

 

L’esordio della nuova Collana “Cosmica” è una bomba.

Ancora una volta minimum fax esprime quel percorso di sperimentazione che la contraddistingue.

Approdano in libreria libri molto particolari.

Definirli fumetti è un pò riduttivo perché non possono essere incasellati in un unico genere.

“La rosa armata” è stratosferico, rivoluzionario e bellissimo.

Racconta la storia di Rosa, una ragazzina che dovrà imparare una nuova parola.

Una parola terribile che la costringerà a perdere l’innocenza dell’infanzia.

Siamo in un paesino delle Langhe e il 1944 è un anno che frantumerà le certezze di una famiglia contadina.

Il padre ucciso dai fascisti, le bombe a distruggere le case.

La nostra protagonista e l’amica Gisella sono costrette a fuggire.

Il bosco con i suoi suoni spettrali, il freddo, la paura.

A salvarle dalla morte e ad accoglierle nel loro rifugio le donne della Brigata delle Streghe.

Coraggiose, impavide, affrontano il nemico, imbracciano i fucili.

Ed ecco che Rosa conosce una realtà altra e giorno dopo giorno acquista consapevolezza.

Riconosce da che parte stare.

Costanza Durante e Elisa Menini raccontano la resistenza da un’angolazione innovativa.

Non solo perché regalano alle partigiane quel ruolo che la Storia le ha negate.

Ci insegnano che gli ideali non nascono dal nulla, sono frutto di un lavorio mentale.

Un graphic novel animato, molto scenografico dove i corpi hanno un spazio dominante.

Azzeccata la scelta dei colori che in alcuni passaggi sono accecanti, essenziali i dialoghi.

In poche battute si evidenzia il pathos, la rabbia, la determinazione.

I luoghi restituiscono stati d’animo, ogni pietra, ogni albero, ogni animale ha una sua voce.

Lascio ai lettori il piacere di conoscere i tanti volti interpretati dagli uomini.

Una sola avvertenza: attenti a giudicare.

Spesso Male e Bene possono essere cangianti.

In un finale che lascia senza fiato un messaggio forte.

Niente e nessuno può intralciare il percorso di crescita, nemmeno ciò che credevamo fosse amore.

“Non vorrei un’altra guerra nemmeno tra un milione di anni.”

Un monito che colloca il libro nel nostro presente, attualizza il passato.

Un commovente inno di libertà dedicato a tutte coloro che credono nella pace.

 

“Dov’è Anne Frank” Ari Folman Lena Guberman Einaudi Editore

 

 

“L’Olocausto è costato la vita a circa il settanta per cento degli ebrei europei, ma l’antisemitismo non appartiene al passato.

Al contrario: dal dopoguerra a oggi sinagoghe, istituti scolastici, centri diurni per anziani e scuole materne sono esposti ad attacchi omicidi motivati dell’antisemitismo e da altri indegni rancori.”

Dare alle stampe un libro prezioso come “Dov’è Anne Frank” significa continuare a lottare per i diritti di tutti.

Il graphic novel, pubblicato da Einaudi Editore e tradotto da Carla Palmieri, è testimonianza forte che partendo dalla dolorosa storia di Anne Frank racconta i nostri giorni.

L’insofferenza nei confronti dei migranti, la mancanza di umanità, la costruzione di muri che dividono ed educano all’odio.

Di fronte a questa follia collettiva il regista israeliano Ari Folman e la disegnatrice  Lena Guberman rendono giustizia e danno voce a tutti gli esclusi del mondo.

A differenza dei tanti testi sull’argomento non presentano un’eroina ma una ragazzina come tante, con i suoi sogni e le sue illusioni.

Voce narrante è Kitty, amica immaginaria di Anne.

In un alternarsi di tempi storici si dipana un racconto terso, arricchito dai colori forti delle immagini.

Mentre ad Amsterdam folle di visitatori visitano la casa di Anne, Kitty inizia a comprendere cosa ha significato essere ebrea.

Spaesata in un presente che non le appartiene sa che le è affidato un compito prima di sparire nel suo mondo inventato.

Non basta il ricordo, bisogna andare oltre.

Dimostrare che tutte quelle vittime non sono morte invano.

“Fate tutto il possibile per salvare chi è in pericolo.

Anche una sola vita, la vita di un solo bambino, è preziosa.”

Si supera anche il concetto di compassione che spesso non ci permette di vederci riflessi nell’altro.

Si entra in empatia con chi ha subito e subisce discriminazioni e violenze.

Un testo che trasforma il lettore, lo induce a riflettere, lo invita ad agire.

Ad esserci per gli ultimi, a spegnere quei fuochi che incendiano le piazze e il web portando parole di pace.

Mi auguro che tanti giovani avranno la fortuna di vivere un’esperienza unica grazie a questo meraviglioso libro.

Certamente capiranno che non bastano i giorni della memoria se ognuno non si sente coinvolto.

Solo così potremo costruire quel futuro luminoso che a tanti è stato negato.

Gli armeni, i Nativi americani, i rom, i Namibiani, gli ebrei: donne, uomini, bambini che non possono più raccontare.

Voglio immaginarli felici di sapere che in tanti non li dimenticheremo.

“Creatura della notte” Hanna Gustavsson Fandango Libri

 

 

“Creatura della notte”, pubblicato da Fandango Libri e tradotto da Samanta K. Milton Knowles, narra le inquietudini di un’adolescente.

Ne registra il quotidiano, la difficile relazione con la madre, il rapporto conflittuale con sè stessa.

La curiosità per l’oscuro mondo della sessualità diventa un’ossessione e Iggy prova a trovare risposte su Internet.

Si crea una frattura tra il reale e la finzione dei social ed è facile entrare nel territorio oscuro delle chat spinte.

Un graphic novel che apre uno spiraglio sull’insicurezza dei nostri ragazzi e sulla mancanza di riferimenti chiari.

Nelle scelte spesso avventate della protagonista notiamo una istintività che non conosce i filtri della ragione.

Il corpo e la mente giocano partite differenti creando una confusione che porta ad incontri sbagliati.

I disegni in bianco e nero sottolineano gli stati d’animo e anche il titolo accende una luce sulla discrepanza tra desiderio e curiosità.

Hanna Gustavsson mostra le sue qualità di illustratrice e vignettista.

Con frasi brevi e dialoghi essenziali compone la fotografia del nostro tempo riuscendo a regalare una storia vera.

Evidente la discrasia con gli adulti ed è questa distanza che bisogna colmare imparando ad osservare e a raccogliere anche i silenzi.

 

“Dipartimento di teorie folgoranti” Tom Gauld Mondadori

 

 

È possibile trasformare la scienza in un gioco.

Inventare un linguaggio multimediale.

Far interagire immagini, musica, geometria.

Creare figure simboliche, costruire stanze fantascientifiche, prismi riflettenti.

“Dipartimento di teorie folgoranti” esce da ogni schema interpretativo e sviluppa un percorso autonomo, divertente, provocatorio.

La geometria sperimentale, la casa Pavlon, il generatore di titoli di libri divulgativi di successo, lo smartcucchiaio: la creatività del fumettista scozzese.

Viaggio tra infinite ipotesi scientifiche.

Incontro con dominatori alieni, asteroidi e comete, maghi, dinosauri redivivi, animali superintelligenti.

Si potrà scegliere un “sottobicchiere astuto”, un “portasapone sagace”, un “macinapepe sagace”.

Gli oggetti si animano e offrono una visione alternativa.

Non solo l’uso comune ma qualcosa di più, il passaggio da oggetto a soggetto.

Si riflette sul rapporto uomo macchina, sul condizionamento che subiamo senza accorgercene.

Divertenti gli effetti della pillola dell’invisibilità, le carte da regalo natalizie per scienziati, i fumetti sperimentali.

L’autore ci permette di entrare in un’opera di Escher, girare per corridoi che non portano da nessuna parte, entrare nelle stanze dei bottoni dove si decide cosa è vero e cosa è falso, percorrere scale che incrociano altre scale.

Leggere senza l’obbligo di seguire il ritmo sequenziale delle pagine, tornare indietro, sorridere, osservare la scelta dei colori, riflettere su una frase.

La splendida prefazione di Francesco Guglieri è un’ulteriore passeggiata nel viaggio della creatività dilagante.

Un invito a cogliere la bellezza della ricerca e la libertà di una sperimentazione che consente e perdona anche l’errore.

Siamo umani o no?

 

“La rosa più rossa si schiude” Liv Strömquist Fandango Libri

 

Cosa è l’amore?

Quando ci si innamora?

Quali resistenze si incontrano nell’ abbandonarsi all’altro?

“Alcuni sociologi e filosofi sostengono che il sentimento innamorarsi sia sempre meno comune.

Ma perchè?”

L’estremo narcisismo, come afferma il filosofo sudcoreano Byung Chul Han?

Liv Strömquist in “La rosa più rossa si schiude” , pubblicato da Fandango Libri, si diverte a sconsacrare l’icona del sentimento più celebrato.

Dal Simposio di Platone ai giorni nostri il graphic novel destruttura la teoria, ne mostra le zoppie, le incongruenze.

Il ruolo di internet che offrendo “la possibilità di raffigurarti sempre con qualcun altro, reale o immaginario” crea aspettative illusorie.

La necessità di capire a tutti i costi, “il processo decisionale razionale” uccide l’emozione, rende aridi e incerti.

La società del consumo costringe a cercare nel partner una perfezione inesistente,.

È divertente osservare i comportamenti maschili e femminili raccontati con brio ed intelligenza.

Tanti i suggerimenti, le provocazioni che invitano a riflettere, e ripetersi “amare dona beatitudine” come ci ricorda Kierkegaard.

E se volete che la magia amorosa duri leggete con attenzioni il decalologo che l’autrice propone.

Da regalare al compagno o alla compagnia, sfogliarlo insieme, ridere, confrontarsi e forse chissà “sperare che le ninfe che abitano le montagne e le grotte e le vie e le piazze si prendano la briga di incantarvi di nuovo, prima o poi.”

 

“Io sono Una” Una Add Editore

“Presto imparai ad abbassare lo sguardo”

Immagini e parole che arrivano al cuore per la semplicità della narrazione, per la lenta evoluzione della protagonista.

“Io sono Una”, pubblicato da Add Editore, è la storia di una ragazzina che assiste alla trasformazione del suo corpo, ne resta ammaliata e impaurita.

“I bambini non razionalizzano le cose allo stesso modo degli adulti”

La violenza subita è il trauma che si evolve il colpa, il terrore di essere scoperta e marchiata come peccatrice.

Sentirsi diversa, malata, esclusa.

Le parole si disfano come fiori appassiti, la pressione emotiva diventa un macigno.

“Quel dolore sordo, gelido orrore senza fiato”

 

La scrittrice mescola alla vicenda personale quella di altre vittime, di altri carnefici.

La rabbia si coagula in un silenzio che stride con la voglia di essere adolescente, di credere ancora all’amore.

“L’oceano di crimini sessuali non denunciati”, il coraggio di chi squarcia l’omertà, la necessità di un sostegno psicologico, l’umorismo come meccanismo di difesa: pagine dense che coinvolgono il lettore.

Graphic novel che ha la struttura di un romanzo articolato, di un saggio che ha l’urgenza di ribellione.

Provare a sopravvivere, a ricominciare, imparare a rimanere a galla.

Non un libro terapeutico, ma liberatorio, “un arazzo” che unisce voci e storie e dolore nella speranza che non si tinga più di rosso.