Antonietta Gnerre (@antoniettagner2 ) recensisce “Guarda Che Mun Tunait” Antonio Emilio Caggiano

Antonietta Gnerre (@antoniettagner2 ) recensisce “Guarda Che Mun Tunait” di Antonio Emilio Caggiano Gruppo Albatros Il Filo

“Se fossi stato innamorato, e lo ero, l’amore avrebbe avuto come nome solo il suo.”

Un viaggio nel mondo dei ventenni universitari alle prese con la vita. Un percorso fatto di emozioni, di sogni, di aspirazioni, nel quale le differenze geografiche, sociali e culturali finiscono per avvicinare più che dividere.

In questo contesto si inserisce una storia d’amore tra persone talmente diverse da innamorarsi perdutamente, ma col rischio di perdersi per sempre.

Due giovani si raccontano e raccontano le aspirazioni e le contraddizioni di un’intera generazione.

Compiono scelte e prendono decisioni che hanno conseguenze non solo per se stessi. E la domanda se sia meglio essere o avere trova risposta in modi inattesi nei tempi e negli spazi di azione.

Su tutto una luna straordinaria e ispiratrice che infonde amore e suggestione ai protagonisti, regala anche il titolo dell’opera all’autore.

“C’era un pezzetto di gesso a terra, era perfetto per scrivere sull’asfalto nero del terrazzo. Lo raccolsi, mi inginocchiai ai piedi di Lucy, disegnati un cuore grande e dentro scrissi in stampatello: Guarda che mun tunait”.

Protagonisti anche  una Roma da cartolina, vissuta non da turisti, ma da amanti della città più bella e romantica del mondo e le radici, testimoniate dai riferimenti a una Irpinia bellissima e accogliente che si svela e offre se stessa con l’ingenuità di un bambino.