“Casalinghe americane” Helen Ellis LaTartaruga

 

 

“Riduco il formaggio a brandelli.

Infierisco su un barattolo di sottaceti.

Pompo la centrifuga dell’insalata come fosse un manichino per le esercitazioni di pronto soccorso.

Strangolo degli spinaci scongelati e annego cose nel brandy.

Spignatto.

Girandolo.

Stecco.

Impancetto.

Stiro una tovaglia e immagino di mangiare i pelucchi rimasti nell’asciugatrice, ma poi ci ripenso perché sono una persona sana.”

La quotidianità narrata come fosse qualcosa di eccezionale nella scelta di un linguaggio eccentrico, dove è importante rappresentare l’azione.

Frasi brevissime e lunghi dialoghi, pensieri che si sovrappongono con tanta libertà ideativa.

Non ci sono freni inibitori, la mente ha il sopravvento.

Eccole le “Casalinghe americane”.

Chi sono veramente?

Cosa si nasconde dietro il logorroico chiacchiericcio di salotti e feste improvvisate?

Felici o semplicemente pronte ad adeguarsi a ciò che offre il contesto?

Il testo, pubblicato da “La Tartaruga” e tradotto da Chiara Spaziani, è raccolta di racconti che nella diversità delle trame seguono un unico obiettivo.

Mostrare e mostrarsi forzando la realtà, cercando di edulcorare il presente.

Questa è la prima impressione ma se si legge con attenzione ci si accorge che cova una ribellione sotterranea.

Sono donne che magari cercano la notorietà perché è questo che chiede la società.

Partecipano ai talk show, scrivono email strampalate le libri che non hanno successo, sono incuriosite dai book club ma non perdono la lucidità.

Danno il giusto valore a questi frammenti di falsi brillantini, trovano sempre il punto critico.

Penso che Helen Ellis abbia voluto proporre una satira pungente non del femminile ma di ciò che al femminile è offerto.

Un mondo senza dimensione dove ognuna deve dimostrare non a se stessa ma ad altri il proprio valore.

Ma è poi così scontato che le protagoniste staranno al gioco ideato per renderle oggetti senza anima?

Vi invito a conoscerle senza lasciarvi influenzare da ciò che appare.

Scoprirete che “essere una moglie è un impegno”, che bisogna creare un proprio mantra, che scrivere richiede tempo e sacrificio.

Non sempre i sogni si realizzano, importante è “conoscere il linguaggio in codice” che apre le porte ad una comunicazione riservata a chi ha il coraggio di guardarsi dentro.