“Una famiglia moderna” Helga Flatland Fazi Editore

 

 

“Una famiglia moderna”, pubblicato da Fazi Editore e tradotto da Alessandro Storti, non è solo un romanzo piacevole, brillante, strutturato con intelligenza.

È un esercizio utilissimo per comprendere il nostro modo di relazionarci con la famiglia di origine.

Se abbiamo tagliato il cordone ombelicale e riusciamo ad avere una autonomia interiore, se siamo vincolati nelle nostre scelte da presenze genitoriali che invadono gli spazi mentali, se riusciamo a concepirci come entità singole: vi pare poco?

Al settantesimo compleanno del padre una frase scatena turbolenze.

“Abbiamo deciso di separarci…

Non vediamo più un futuro insieme.”

Come è possibile che dopo  una lunga vita insieme si decida di interrompere la convivenza?

Per Liv, Ellen e Håkon è un duro colpo che farà traballare le loro sicurezze.

Helga Flatland è geniale nel mettere in scena uno psicodramma a puntate.

Non anticipa nulla ma permette ai personaggi di narrarsi capitolo dopo capitolo.

Emerge una diversa narrazione dell’infanzia e in questi 3 racconti si nota quanto sia fragile un bambino e come, pur nelle stesse condizioni esteriori, subisca gli adulti.

Questo è un primo tassello al quale si aggiungono le esperienze successive.

Liv è felicemente sposata, si occupa con appresione dei figli, è realizzata nel lavoro.

Cosa succede nella sua mente quando quel rapporto che credeva indissolubile si sfalda?

Helen è sempre stata autonoma, con Simon sta bene ma un tarlo la devasta.

Vorrebbe un figlio che non arriva.

Håkon è stato molto coccolato, sarà questa iperprotezione ad averlo reso avido di libertà?

“Ci sono troppe ombre che incombono, troppe cose a cui bisognerebbe dar voce.”

La scrittrice sa illuminare gli angoli bui, tradurli in parole con un linguaggio che sa essere tenero, intransigente e ironico.

Mentre seguiamo l’evoluzione della storia sentiamo che qualcosa è cambiata per sempre.

Ci si chiede se a creare stati d’animo altalenanti sia la consapevolezza che nulla dura all’infinito o la paura di perdere consuetudini consolidate.

Eccellente la scrittura, ben modulate le voci, interessante lo studio di una cultura affettiva che si sta evolvendo.

Nell’inciampo dei protagonisti ci ritroviamo e siamo grati all’autrice che ci ha regalato un testo interattivo.

Una splendida seduta di psicoanalisi da non perdersi.