“Hotel degli insonni” Ralf Rothmann Neri Pozza Editore

 

“La memoria è il mio mestiere.”

Si può provare a smussare gli angoli, invertire i ricordi, tracciare linee di demarcazione tra realtà e finzione, scegliere uno scenario meno scosceso.

Inventare storie e tentare di far tornare a posto quei tasselli della Storia troppo taglienti.

Ma la letteratura è verità ed è la prima lezione che ci regala Ralf Rothmann.

Emerge sempre la brutalità dell’essere umano, la gelida freddezza nell’impugnare l’arma.

Essere demonio che può scegliere chi far precipitare dall’alto di una rupe.

Osservare la morte da spettatore di una danza macabra dove non c’è posto per i sentimenti.

I racconti in “Hotel degli insonni”, pubblicato da Neri Pozza Editore e tradotti da Enrico Arosio, sono variegati, rigorosi.

Si percepisce l’ambivalenza che si fa presenza e fa oscillare i personaggi.

Chi soccombe di fronte al destino, chi nel volo cerca una liberazione, chi sente sulla pelle il brivido di un’incompiuta.

Una nota dispersa nel cielo di una città compromessa.

Dove il muro è roccaforte, colpa che lascia tracce.

Berlino appare e scompare come uno spettro portandosi dietro detriti di vite.

Esiste la forza disperata di chi nella scrittura ricuce gli strappi senza voler dimenticare.

E quando la tirannia è familiare è difficile costruire bozzoli protettivi, fuggire dalla maledizione di una genetica perversa.

“Il suo viso, sebbene fosse intatto, aveva qualcosa di anomalo, di disallineato, come se ci stesse guardando ancora, ma da dietro uno specchio andato in frantumi.”

Quei vetri rappresentano l’annullamento, il cerchio che si restringe fino a diventare un puntino.

Da quell’ombra che resta sulla terra riusciamo a intravere ciò che rimane.

Non solo macerie sparse e paesaggi desolati.

È la linea che si assottiglia e poi si ispessisce, è la speranza che vorrebbe fiorire, è la parola che libera il dolore.

“Un lieve fremito del cuore” e si cerca il mare.

Acqua che purifica ed assolve, lasciando ad altri il compito di farsi arbitri della giustizia terrena.