“I colori dell’addio” Bernhard Schling Neri Pozza

 

“I colori dell’addio”, pubblicato da Neri Pozza e tradotto dal tedesco da Susanne Kolb, riesce a cogliere la conflittualità nel momento in cui invade la mente.

Un cesello intellettuale raffinatissimo sviluppato attraverso la lentezza di un fermo immagine.

Ogni racconto ha un suo corpo narrativo autonomo ma la matrice ideativa unisce insieme le esistenze dei personaggi.

C’è qualcosa che resta sospesa e che bisogna comprendere, scoprire quanta menzogna, quanto non detto è stato nascosto.

Nonostante il titolo non credo che il tema principale sia l’addio, è proprio il contrario, il bisogno di trattenere per sempre quell’impercettibile legame che si crea tra gli individui.

Non è un percorso facile perché si rischia di rimanere intrappolati nella rete angusta del ricordo che può diventare ossessivo.

Succede in “Intelligenza artificiale” dove la memoria è legata al tradimento e al terrore di essere scoperti.

Il venir meno alle aspettative dell’altro è una delle costanti presenti nelle storie.

Deludere come succede a Philip che preferisce fuggire da un triangolo amoroso, nelle poche frasi essenziali si mescolano sentimenti altalenanti.

Sono proprio i sentimenti ad assumere la materialità del colore e toccherà al lettore scoprire quali sono le tonalità dominanti.

Credo che nel contrasto delle sfumature impercettibili si disegni in maniera netta l’essere umano.

Bernhard Schling si fa psicologo ed ascoltatore, da voce a tutti coloro che hanno qualcosa da farsi perdonare, a chi non ha il coraggio di difendere il proprio amore, ai tanti che indugiano nel prendere una decisione.

L’opera ha anche un valore politico di grande spessore.

Traspare un’epoca dolorosa e tragica quando il Muro di Berlino divideva le due Germanie.

Si intrecciano insieme il senso di impotenza storica e personale.

“Le cose belle non potevano essere sbagliate”

Mi piace pensare che nessuno scompare per sempre, continua a regalarci una carezza, un sorriso e forse anche un sotteso rimprovero.

E questi compagni silenziosi ci aiuteranno a crescere e a rimarginare le ferite.