“I tradimenti” Russell Banks Einaudi Editore Stile Libero

 

“La verità è più complicata e ambigua.”

Nelle opere di Russell Banks abbiamo apprezzato la capacità di raccontare il sogno americano con una verve critica eccellente.

Ha sempre saputo cogliere le disparità sociali, i sogni di un perbenismo inarrivabile, il ruolo delle classi dominanti e di quelle subalterne.

Torna in libreria dopo una lungua tregua  con un romanzo che fa tremare le impalcature dellla narrativa.

“I tradimenti”, pubblicato da Einaudi Editore nella Collana Stile Libero e tradotto da Gianni Pannofino, si differenzia parecchio dalle prove letterarie precedenti.

Certamente risente del cambiamento epocale che non ha coinvolto soltanto l’America.

Se ne riscontra traccia fin da subito nella scelta del protagonista.

Leonard Fife è stato l’icona del suo tempo, ha rappresentato il punto di rottura tra racconto e documentario.

Ha avuto potere e spazio negli ambienti culturali.

Oggi è un uomo finito, anziano, su una sedia a rotelle.

Ed è in questa fase dolorosa che decide di concedersi alle telecamere.

Una lunga intervista che è un fluire di pensieri.

Dovrebbe parlare del suo successo, del rapporto con il cinema, delle relazioni tra finzione e realtà.

Ma non è questo il suo obiettivo e nonostante i suoi interlocutori provino a riportarlo sul progetto iniziale, lui è risoluto.

È tempo di mettere ordine nel caos dei ricordi e non è casuale la richiesta della presenza della moglie.

“La menzogna potrebbe restare sepolta sotto la verità, continuare ad essere la sua colpa inconfessabile.

Perchè no?

La menzogna è ancora abbastanza solida da sostenere la verità, e Fife l’ha passata liscia per cinquant’anni: può lasciarla sepolta per le poche settimane o i pochi giorni che gli restano da vivere, e nessuno ne saprà mai nulla.”

Solo un grande scrittore può, con poche frasi, creare tanta aspettativa nel lettore che resta ammaliato da quella che appare come una confessione.

Molto sottile è uno degli sviluppi del testo.

Indipendentemente dalle rivelazioni che saranno forti e non assolveranno nessuno il nucleo centrale è affidato al personaggio.

La sua è una riconquista del passato che grava come un macigno o il bisogno di fare i conti con la propria coscienza?

Che ruolo ha la morale?

Esiste un’etica che è stata travolta ma soprattutto bisogna ritrovarsi.

Comprendere scelte che sono state delle proprie fughe.

E se fuggire ha significato sentirsi libero dalle catene di un sociale che opprime ci si può assolvere?

Tanti i quesiti che ci convolgono tutti perché rientrano nella sfera dell’etica.

Non resta immune la Storia di un paese, le sue menzogne, i suoi tradimenti.

Il riferimento alla guerra è un atto liberatorio contro la follia dei potenti, un invito a rileggere il presente con occhi non offuscati dalle ideologie.

“Il flusso del tempo ha rotto gli argini e le dighe che hanno trattenuto i suoi segreti per quasi tutta la sua vita.

La sua mente è inondata dai ricordi, e il loro traboccare porta con sè i detriti dei suoi timori e sogni più reconditi, delle sue speranze e ambizioni e fantasie, insieme a canzoni, racconti, poesie e film che ha amato – le macerie della sua vita – e lui, incapace di distinguerli, li racconta tutti.”

Tutto sfoca nel bianco che è il colore della purezza.

E noi commossi vorremmo avere lo stesso coraggio quando il tempo ci concederà le ultime gocce di esistenza.