“Viaggio in Sicilia” Ibn Jubayr Adelphi Editore

 

“La più bella fra le città di Sicilia è la capitale del Regno: i musulmani la chiamano la Città ( al – Madīna), i cristiani la conoscono come Palermo ( Balārma ).

È lì che dimorano i musulmani cittadini, che vi hanno le loro moschee, mentre mercati a loro riservati sono numerosi nei sobborghi.”

“Viaggio in Sicilia”, scritto nel 1185, è un’opera di altissimo pregio.

Arriva a noi grazie ad Adelphi Editore che ne ha curato la traduzione mantenendo la struttura letteraria e permettendo al lettore di confrontarsi con un’altra cultura.

Si apprezza lo stile molto poetico mescolato ad una cronaca dettagliata.

Bellissime sono le preghiere che fanno da controcanto e suonano come un invito ad affidarsi ad un volere superiore.

Ibn Jubayr, letterato musulmano, mostra curiosità e apertura mentale, ha il piacere di interrogarsi, studia gli usi e costumi.

Nelle prime pagine narra l’avventura in mare, il timore di naufragare, la violenza delle onde.

Pagine di un’intensità visiva incredibile che ci restituiscono una Natura viva, turbolenta con la quale fare i conti.

“Viva colui che disse:

Ostile, amaro di sapore è il mare,

Non sia mai che io abbia bisogno di lui!

Non è forse acqua e noi siamo fango?

Quanto mai potremmo resistergli?”

È fondamentale la scelta dei fonemi: “l’urto dei marosi, il loro mugghiare.”

Vengono coinvolti tutti i sensi perché questo è in fondo la scrittura.

Una riappropriazione delle proprie emozioni.

Finalmente la terraferma si intravede e Messina appare come una chimera.

L’autore registra meravigliato un aspetto caratteriale dei siciliani: l’accoglienza.

Ma le sorprese non sono finite, tante le similitudini con il mondo arabo.

Sa restituire all’isola la bellezza conturbante, le infinite contraddizioni, la capacità di convivere con altri popoli.

“Re Guglielmo… sa leggere e scrivere l’arabo.”

Ha schiave e concubine musulmane e soprattutto rispetta il credo religioso di tutti.

Cefalù con i suoi filari di viti, la stupefacente “Montagna del fuoco”, la rocca di Termini, Palermo opulenta e splendida, Trapani in balia del mare: un itinerario che lascia senza fiato.

La puntualità nella descrizione delle tappe, quel modo di apprezzarne gli scorci rende il testo un ottimo compagno per i viaggiatori di ogni tempo.

Ma sorprendente è il messaggio educativo che è palese.

Aprirsi agli altri, amare le diversità, trovare i punti di contatto.

Le riflessioni di Giovanna Calasso aiutano a trovare altre chicche storiche e antropogiche.

Un viaggio nel viaggio per sperimentare “la meraviglia e la seduzione”.

“Un’irrequietudine costante, che attraverso parole, silenzi, immagini, similitudini e invocazioni devote riesce a trasportarci nel mondo mentale di un viaggiatore musulmano del XII secolo.”