“Il dono di Antonia” Alessandra Sarchi Einaudi Editore Stile Libero

“Da dove si iniziava a diventare madre?”

“Il dono di Antonia”, pubblicato da Einaudi Stile Libero, è corpo che si fa casa, è carne che sa trasformarsi e donarsi.

Miracolo della vita, poesia del concedersi senza riserve.

Volo acrobatico tra desiderio e paura.

Segreto custudito per ventisei anni che si svela lentamente, come un puzzle da ricomporre.

“Il passato muore o si perde; mai del tutto a dire il vero, ma certo si deforma e rimpicciolisce, se il presente smette di dedicargli un culto assiduo.”

Il presente è una figlia che sta affondando nel pantano dell’anoressia, un filo che sta per spezzarsi.

È il sapore della colpa di non trovare le parole, di non saper stringere e proteggere e difendere la tua creatura.

È la fuga come negazione di un gesto di sublime amicizia.

Accanto alla protagonista le figure femminili siamo tutte noi.

Ancora una volta Alessandra Sarchi riesce a regalarci la materia tangibile del nostro essere donne.

L’azzardo di innamorarsi, i fantasmi della giovinezza, la scelta della maternità.

“Placare l’ansia, assicurarsi di aver fatto il proprio dovere.

Non sembrava mai abbastanza.”

Il dubbio che assale e fa traballare le certezze, il vuoto impalpabile che strazia le membra.

Romanzo generoso, lieve come una foglia che svolazza.

Voce pacata ricca di melodie che inumidiscono gli occhi.

“Scomponi la madre.

Toglile il corpo.

Le braccia in cui rifugiarti per essere stretta e compresa.”.

Resta “l’idea di madre” e da questa ripartire non per combatterla ma per ritrovare il calore di un grembo, la benedizione di una mano che ti carezza.

Perdonare, accettare, esplorare insieme non dimenticando che “i figli sono di chi li cresce, di chi li educa e di chi li rende autonomi.”

Un testo da meditare provando a cercare equilibri, nuove energie, voglia di specchiarsi senza timore negli occhi di chi ci ha generato.