“Il libro dei libri proibiti” Edizioni Clichy

 

Perchè i libri nei secoli sono stati proibiti?

“Perché la cosa più pericolosa per il potere è il pensiero, e il pensiero che viene espresso con la voce puoi limitarlo, o anche fermarlo eliminando o segregando chi lo esprime.

E comunque appena pronunciato quel pensiero non c’è più, sono parole, come il vento che passa e chissà dove va.

Ma il pensiero scritto non sparisce: rimane ed è difficile controllarlo”.

“Il libro dei libri proibiti” è un testo prezioso perchè ci fa riflettere sul rapporto tra libertà e letteratura.

Propone “nomi, cognomi, titoli e soprattutto date”.

Un lavoro approfondito che permette di costruire una mappa che analizza il fenomeno non solo dal punto di vista storico ma anche geografico.

2000 anni di censure partendo da “Gli Annales” a “Paradiso” di Tony Morrison nel 2019.

Si resta stupiti leggendo che sempre nel 2019 dalla Biblioteca Escolar Taber di Barcellona fu considerato testo pericoloso “Cappuccetto Rosso”.

Poco più di ottocento autori proibiti vengono citati in rigoroso ordine alfabetico.

Qualche esempio? Balzac, Barthes, Camus, Machado.

Un capitolo è dedicato ai “premiati proibiti”, da Beckett a Yeats.

Riprendiamo fiato e cerchiamo di scoprire quali testi sono stati dati alle fiamme.

Un dolore profondo ci invade ed è come dover assistere impotenti ai tanti roghi.

Sentiamo l’acre odore di bruciato e il crepitio delle pagine che si accartocciano.

Nel 1358 a. Cr, il faraone Akhenaton distrugge la biblioteca di Tebe. Una perdita irreparabile perché non si salva nessun manoscritto.

Il 1933 nella Germania nazista non c’è scampo per autori come Brecht, Mann, Proust.

L’impegno degli attivisti di “The Book Fools Bunch” è impagabile.

Una ricerca che ricostruisce con precisione la brutalità di chi in ogni tempo pensa di fermare le nostre menti.

Non permettiamolo e difendiamo lo spirito critico e la conoscenza.