“Il libro dell’estate” Tove Jansson Iperborea

 

“Il libro dell’estate”, pubblicato da Iperborea, regala tanta pace.

È la carezza di luoghi che sembrano scenografie di antiche favole.

È il tocco di colori che degradano scandendo lo scorrere del tempo.

È la roccia nuda, la nebbia come un abito invernale, il bosco fantasma, “formato con lenta fatica”.

Il mare che nella tempesta urla il suo potere e nella bonaccia si lascia accarezzare.

“L’odore è una cosa importante, ci ricorda tutto quello che abbiamo vissuto, è come un involucro di ricordi che dà sicurezza.”

Sofia e la sua nonna inventano il gioco della scoperta e ogni oggetto, ogni albero, ogni racconto raccoglie l’armonia dell’Universo.

“Che cosa strana l’amore.

Più si ama l’altro e meno l’altro ti ama.”

Sperimentando i sentimenti la piccola protagonista non è mai sola.

A vegliare sulle paure e le prime scoperte l’amziana donnina che tramette saggezza.

Vorremmo trovarci nell’isola finlandese insieme a Tove Jansson, incantatrice cantastorie.

“Tutto si può trovare se si cerca”.

Il tempo è la libertà di fantasticare grazie al linguaggio immaginifico di una scrittrice che ha saputo mantenere lo sguardo innocente dell’infanzia.

 

@filo_gagliardi recensisce “Il libro dell’estate” Tove Jansson Iperborea

@filo_gagliardi recensisce “Il libro dell’estate” Tove Jansson Iperborea

 

Se vi siete sintonizzati già sull’estate e se comunque la quarantena vi ha fatto recuperare l’attenzione verso il silenzio e la tranquillità, allora certamente fa per voi Il libro dell’estate della scrittrice finlandese Tove Jansson edito nel 1972 in lingua originale, poi nel 1989 per Iperborea, una casa editrice italiana che ultimamente sta riconoscendo, giustamente, una buona visibilità per le sue edizioni particolari e sempre curate. Non è un caso che nel 2018 i classici di questa casa editrice siano stati riproposti in allegato con il Corriere della Sera.
Ebbene Il libro dell’estate, un libretto di nemmeno centocinquanta pagine diviso in ventidue capitoli brevi, asciutti, scritti con stile realistico ma non per questo privo di tocchi di lirismo, racconta le vicissitudini di due donne, una nipotina e una nonna, in un remoto villaggio finlandese durante la breve estate tipica dei paesi nordici. Tra l’esplorazione dei misteri della natura e il costante dialogo fra le due protagoniste che, partendo da situazioni concrete, spazia in vari ambiti della realtà, la vita scorre nella sua quotidianità in un mondo tanto appartato quanto caldo nel suo interno. Sullo sfondo appare una figura maschile, silenziosa ma non per questo meno importante nell’economia di questo piccolo nucleo familiare, ovvero il padre di Sofia. Tutto ciò in un contesto fatto di precarietà, come precaria è la breve estate finlandese: “Ogni anno le notti diventano scure senza che nessuno se ne accorga. Una sera d’agosto si esce di casa per qualche faccenda, e d’improvviso tutto è nero come il carbone, un enorme, caldo e nero silenzio circonda la casa. È ancora estate ma l’estate non c’è più, si è fermata senza avvizzire, e l’autunno non è ancora pronto a venire”.
Del resto anche alle nostre latitudini agosto, pur essendo considerato il mese cardine dell’estate, è quello in cui le giornate diventano vistosamente e inesorabilmente più corte.
Ma intanto godiamoci queste giornate lunghissime di inizio estate, anche con un bel libro come questo.