“Il mistero della donna tatuata” Takagi Akimitsu Einaudi Editore

“Nell’animo umano esistono voragini misteriose”

“Il mistero della donna tatuata”, pubblicato nel 1948, finalmente arriva in Italia grazie ad Einaudi.

Una struttura narrativa che ricorda un arazzo colorato dove ogni disegno è impreziosito da un’alchimia segreta.

È un poliziesco costruito come un puzzle ed i tasselli non sono solo indizi da elaborare.

La bellezza nel testo è incisa nella capacità di entrare nella psiche di ogni personaggio.

Tutti sono in bilico tra attrazione e repulsione, tra menzogna e verità.

Kinue, la donna tatuata, è figura enigmatica, libera, spregiudicata.

Vive intrecci amorosi, si mostra come una dea.

“Il tatuaggio è l’incarnazione della libido”.

In questo perverso girone Takagi Akimitsu sviluppa una trama intrisa di sensualità.

Sulla pelle candida incidendo un “irezumi” si crea una nuova vita.

È un messaggio o un richiamo alla tradizione popolare, è un ricamo che si rifà alla leggenda.

La morte della giovane “dai mille colori” è un complicatissimo rebus che verrà risolto “andando oltre la superficie”.

“Credo che l’intero caso vada confrontato al modo di condurre una partita.

Non siamo davanti a una semplice creazione artistica.

Questa è una sfida lanciata ad un avversario.

Un avversario che non è la polizia, ma piuttosto il fato.

È una partita aperta tra l’assassino e il fato.”

I rivoli psigologici si intrecciano e si camuffano, gli enigmi si infittiscono.

Nei bassifondi di Tõkyõ, sfiancata dalla guerra il dramma esplode in una concatenazione congegnata come una bomba ad orologeria.

La tecnica investigativa consacra il testo in classico non solo della letteratura di genere.

La scrittura trascina con una fluidità plastica, le sorprese non sono casuali ma seguono un percorso scientifico.

Il fascino di un Oriente che continua ad avvolgere in una nube violetta mostrando il volto deformato di “un sogno pericoloso e dolcissimo.”