“Il sentimento della lingua” Luca Serianni Giuseppe Antonelli Il Mulino Edizioni

La conversazione tra Luca Serianni, professore emerito di “Storia della Lingua Italiana” alla Sapienza di Roma e Giuseppe Antonelli, professore ordinario di “Storia della Lingua Italiana all’università di Pisa, dovrebbe essere letta nelle scuole superiori.

“Il sentimento della lingua”, pubblicato da il Mulino, è un saggio articolato sotto forma di intervista.

Si percepisce subito tra i due interlocutori la passione e l’entusiasmo non solo per l’insegnamento ma anche per l’approfondimento, la continua ricerca, la trasmissione del sapere.

“La lingua che usiamo dice molto di noi e del modo in cui stiamo al mondo. È un luogo di formazione individuale e collettiva.”

Alla “sfera intellettuale e collettiva” si aggiunge la dimensione civile, il nostro modo di esprimerci, l’interazione con gli altri.

L’importanza del greco e del latino, l’evoluzione di una parola nel tempo, la conoscenza della grammatica non solo sterili pragmatismi.

Ogni argomento è sviluppato partendo dall’esperienza personale ed ecco che il testo diventa metalinguaggio, iniziazione ad un’avventura percorribile da tutti.

Tanti gli esempi che illustrano un modo nuovo di vivere la didattica, tenendo sempre conto dell’ascoltatore.

Importante è ” non forzare le linee di ricerca” degli studenti, valorizzarne le qualità, spingerli a valicare anche le sconfitte.

“La lingua è una struttura più profonda, più intima.”

Nell’evoluzione del linguaggio bisogna saper cogliere nuove sfide, diverse sfumature.

Un invito a “diffondere la padronanza della lingua e della sua storia”, a “rafforzare il senso di appartenenza ad una comunità”.