“Il nero abisso esistente tra noi” Luca Ricci La Nave di Teseo

 

 

“Quando le cose che si pensano non hanno spazi ecco che se ne affaccia uno, angusto e immenso come certi lavori spericolati di Escher, salvifico, il regno del paradosso e degli esperimenti, quello della letteratura.”

Luca Ricci sa trovare le parole che abbiamo tenute prigioniere mentre la pandemia si abbatteva impietosa.

Ritrovarle in “Il nero abisso esistente tra noi”, pubblicato da La Nave di Teseo ci fa sentire liberi.

Possiamo insieme all’autore ripetere ad alta voce che “la vita è l’argento vivo che abbiamo in corpo.”

Il confinamento non è solo fisico ma abbraccia la sfera emotiva, disintegra le passioni, provocando una stasi.

Leggendo ci accorgiamo che il virus trasformato in “Divo” non ha il diritto di confinare le nostre emozioni.

Il racconto di un incontro casuale può essere metafora di un nuovo approccio affettivo?

Un uomo che vive nell’infingimento con una lucidità straziante, una donna che è affamata d’amore.

Le due figure  escono dalle pagine, si muovono in una città desolata, raccontano nella gestualità del desiderio una fragilità solitaria.

“Le ore ristagnano nella stanza, si forma un aerosol di tempo, i periodi si distorcono, gli intervalli si protraggono.”

La sopraesposizione delle immagini mostra le qualità letterarie di uno scrittore che sa andare in profondità.

Ha il coraggio di esporsi, di mostrare la follia quotidiana che i mezzi di informazione dilatano ossessivamente.

Mostra il lato oscuro del nostro animo, quella ribellione carica di rabbia e di tensione, invita a ritrovare l’immaginazione.

Un libro straordinario, uno stile asciutto, implacabile e vero.