“Il nome della madre” Roberto Camurri NNEditore

 

Padre e figlio si muovono lenti avvolti dalle nebbie della pianura padona.

Vorrebbero dare un senso alla scomparsa della donna che li ha abbandonati.

Una figura che appare e scompare nella narrazione di “Il nome della madre”, pubblicato da NNEditore.

Il romanzo scompaggina le emozioni dei due personaggi, li riduce a macchie di colore.

Ettore con la necessità di dimenticare, Pietro, cresciuto con un vuoto che non contiene parole.

Pochi dialoghi mentre il silenzio diventa impetrabile.

Scorrono gli anni attraverso immagini che spostano i riflettori sui luoghi.

Roberto Camurri affida alla natura il compito di interpretare il dolore.

Negli scorci autunnali, nella luce sfumata, nelle ombre opache della notte si sente il virtuosismo dall’autore.

La capacità di rallentare, di trasformare il tempo in un sussurro tenue.

La scrittura è colma di poesia, che si distende sul testo, lo penetra, lo attraversa.

La ricerca delle ragioni della scomparsa si nascondono tra le righe, compongono un secondo testo.

Piani paralleli che non si perdono in illusorie fantasticherie.

La realtà è fatta di un quotidiano sempre più sfilacciato.

Sarà necessario il coraggio di cercare la verità, affrontarla, accettarla e forse perdonare.

Ancora una volta lo scrittore ci regala la bellezza di una parola suadente, incontaminata, carica di pathos.