“Il paese degli altri” Leila Slimani La Nave di Teseo

“Era la vita a essere fasulla, incongrua, era la realtà ad apparirle come una volgare finzione, come una menzogna. Mentre assaporava la felicità di aver vissuto altrove, di aver sfiorato passioni sublimi, in lei bolliva una sorta di rabbia, di amarezza.”

Quali sentimenti si nascondono nell’animo di Mathilde?

Da giovane ha abbandonato l’Alsazia per seguire Amin, uomo dei sogni, romantico miraggio di un Oriente agognato.

“Il paese degli altri”, pubblicato da La Nave di Teseo, è la sconfitta delle illusioni, l’incontro con la miseria di una realtà senza colori.

È il vento africano che penetra dovunque creando un vortice di sensazioni.

È il caldo torrido che spezza con il suo peso.

“Le donne, dall’alba al tramonto, stendevano la pasta di mandorle, inzuppavano dolci fritti nel miele.”

Vivono relegate in una quotidianità che non prevede la partecipazione alla vita sociale.

Leila Slimani racconta un Marocco che vorrebbe liberarsi dal giogo francese, incide ogni pagina con l’odore forte e penetrante di un popolo che sta maturando una ribellione.

Alla protagonista è affidato il compito di coniugare due culture.

Un percorso personale doloroso, rabbioso, incostante perché la strada per la libertà è complessa, affollata da ombre che rallentano il passo.

Un romanzo storico dove gli eventi travolgono la struttura narrativa.

Un ritmo che parte lento per raggiungere nel finale una esplosione di vitalità.

Una lezione per chi vuole accogliere e conoscere la difficoltà di inserimento, il turbamento di chi è straniero.

E forse la sottile insinuazione che siamo tutti ospiti su questo lembo di Terra.