“Il re ombra” Maaza Mengiste Einaudi Editore

“O figlia benedetta, tu che ruoti in circoli lenti.

Tu che allarghi le braccia e sollevi il viso e segui la spirale oscillante della Terra.

Fino a quando starai al passo col suo moto?

Quanto tempo dovrà passare prima che tu veda che non c’è altro posto dove andare?

Che non c’è altra via d’uscita se non quella che ti fabbrichi con le tue mani.”

Le voci del coro si alzano nel cielo offuscato dai bagliori della guerra.

Riempiono di poesia il campo di battaglia.

Offrono un controcanto alla Storia e alleggeriscono l’atmosfera carica di pathos.

“Il re ombra”, pubblicato da Einaudi e tradotto da Anna Nadotti, ha le suggestioni di un poema epico e i tratti di un rievocazione storica.

“Il tempo è collassato e c’è soltanto questo: un’invasione”

L’Etiopia travolta dal delirio di onnipotenza di Mussolini diventa teatro di una resistenza ad armi impari.

“La guerra è qui.

Si è insinuata nel paese.”

Il romanzo, finalista al Book Prize 2020, vincitore del Premio The Bridge 2019 per la Narrativa, è un capolavoro letterario che si legge con il fiato sospeso.

Coinvolgente, appassionato, è come un film in bianco e nero di un tempo da rivivere.

“Diventa il soldato che sei nata per essere.

Alzati, Hirut.”

Piccola donna che ha conosciuto l’oltraggio di vivere da serva,  ha subito in silenzio la lacerazione delle carni, ha ingoiato lacrime.

È tempo di agire, difendendo la propria terra.

E con lei altre figure femminili guidate da Aster diventano le nuove guerriere.

Maaza Mengiste regala una nuova opportunità, racconta il coraggio e la tenacia, mostra ciò che i libri non riportano.

Sa cogliere nei suoi personaggi tutte le sfumature che li attraversano, trasforma ogni gesto in un atto unico, necessario.

“Diranno che non è vero.

Che i loro aerei non volavano sull’armata di Kidane e non hanno lanciato l’iprite sui combattenti, sui fiumi e la terra.

Negheranno i bambini morti, le donne scorticate, le acque avvelenate, gli uomini traumatizzati.”

Foto sbiadite a battezzare la verità mentre le parole si fanno cocenti e brevi capitoli scandiscono la violenza.

“Cantate di coloro che non ci sono più.

Cantate dei giganti che sopravvivono fra di voi.

Cantate di coloro che devono ancora nascere.

Cantate.”

È tempo di liberare il tormento, seppellire la rabbia e trasformare l’angoscia nel canto di un popolo orgoglioso.

Il Re Ombra entra glorioso nel presente e ci ricorda di essere testimoni vigili degli eventi che attraverseranno le nostre vite.

Un libro che smaschera la viltà e la violenza maschili con un’impacabile analisi.

Da proporre nelle scuole come utilissimo manifesto di amore viscerale per i veri ideali.