“Il senso della vita” Luigi Manconi Vincenzo Paglia Einaudi Stile Libero

 

“Questo libro nasce nei giorni della pandemia, quando inizia a pesare sulle nostre vite, sui nostri pensieri e sulle nostre emozioni una sensazione di smarrimento, con la conseguenza di costringerci ad approfondire temi che fino ad allora ci erano sembrati importanti ma non urgenti.”

Siamo tanto disabituati ad una dialettica costruttiva che “Il senso della vita”, pubblicato da Einaudi Stile Libero, arriva come sorgente di acqua pura.

Il Covid ha spazzato certezze e riferimenti emozionali.

Ci siamo trovati soli, incapaci di reagire, spiazzati da qualcosa che distruggeva la nostra presunta invincibilità.

L’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, e il sociologo Luigi Manconi ci aiutano a rispondere a tante domande che ci tormentano.

Un confronto onesto dove ognuno con garbo espone i propri pensieri e in questa alternanza di visioni si sviluppa un quadro di insieme che punta a riscoprire l’umanità perduta.

“Le posizioni restano su alcuni temi lontane, molto lontane e non componibili.

E tuttavia, alla fine del libro, non si oppongono più due certezze: si incontrano, piuttosto, due ricerche.”

Un metodo che dovremmo imparare ad utilizzare anche quando siamo noi stessi gli interlocutori.

È importante chiedersi se, quando torneremo alla normalità, avremo intrapreso un cambiamento culturale, spirituale, collettivo.

Possiamo permetterci la speranza o dobbiamo iniziare a smantellare quell’Io ingombrante che ci ha fatto dimenticare la comunità?

Costruire una nuova consapevolezza di cittadini nel rispetto dell’altro e dell’ambiente, difendere i diritti di tutti, superare quella “malinconia collettiva” che ci impedisce di immaginare il futuro, elaborare il lutto e la sofferenza, edificare una “casa comune”.

È molto utile approfondire la differenza tra fraternità e libertà, tra amore evangelico e amore – agape, riflettere sul ruolo degli anziani, sulla genitorialità biologica e sociale.

“Mi chiedo fino a che punto una società possa restare umana quando non ha più parole sulla morte dei propri cari, dei piccoli, degli Innocenti, come neanche sulla esistenza di chi resta.

La vita umana va accompagnata sempre, dal suo sorgere nel seno materno e lungo tutto l’arco degli anni, sino al momento della morte.”

Un testo da leggere e rileggere nella certezza che dalla diversità nasce un mondo nuovo.