“Il tempo di un lento” Giuliano Sangiorgi Einaudi Stile Libero

 

“Era come mangiare una nuvola piena di pioggia e non vedere l’ora che scoppiasse un temporale, per dissetarsi di lei.

Era l’inizio di una vita nuova.

Prima di quel bacio, Luca non era mai nato.”

Nascere con l’amore mentre si disperde nel vento l’innocenza dell’infanzia.

I giochi, le risate tra amici, le paure del buio sono lontane sembianze di un Io irriconoscibile.

“Il tempo di un lento”, pubblicato da Einaudi Stile Libero, è il rito di passaggio, l’iniziazione, il viaggio verso l’adolescenza.

È  conquista di una nuova identità, gli occhi di una ragazzina, il profumo del desiderio, l’ebbrezza di baci rubati.

Abbraccio di un lento che avvolge due corpi.

Fuga in un giorno d’inverno di due anime che non sanno ancora modulare i sentimenti.

Un treno che corre veloce verso un futuro pieno di luce.

Il boato e lo schianto, il buio e la fine di un sogno.

È l’America e la musica che è compagna di vita.

Redenzione e tormento dell’uomo che deve cancellare il passato.

Giuliano Sangiorgi trasforma la prosa nella magia delle note, inventa una lingua che penetra ogni fibra.

Scompone la narrazione in un prima e in un dopo e in questo gioco prospettico scrive più storie ed ognuna contiene la bozza di un nuovo inizio.

Cambia la scenografia, il tempo accelera ed un padre ed un figlio ritrovano trame interrotte.

Le parole si annodano in tele lucenti, fluiscono come fossero canti che arrivano da luoghi incantati.

L’emozione non è un vezzo artistico, è tangibile segno che la scrittura può essere libertà di espressione.

Incanto di un verso che si incunea tra le pagine.

Presente che diventa speranza.

Fuoco mai spento di un ricordo lontano.

Lacrima che libera la pena e purifica il cuore.

Amore nelle sue forme più estreme e più pure.

Messaggio lanciato a coloro che leggeranno.

E nel silenzio di una notte infinita basta chiudere gli occhi, risentire le voci e provare a custodire i frammenti di luce che l’autore regala.

“Cercami negli occhi

Di chi per strada incontrerai.

Sono nei riflessi,

Fatto in mille pezzi.

Prendine abbastanza

Per rifarne uno per te

Senza i miei difetti

Senza tutti i miei vizi.”

Sentire la sincerità di un racconto che è cresciuto lentamente, è diventato arbusto ed è pronto ad accoglierci.