“Il turno di Grace” William Wall Nutrimenti

Se amate lo svelamento dei segreti dell’anima “Il turno di Grace”, pubblicato da Nutrimenti è perfetto.

Sembra che le due voci narranti abbiano un ritmo simile ma è solo un’illusione.

Entrambe nel raccontare l’infanzia in un’isola dell’Irlanda vogliono capire la loro responsabilità nella morte della sorella.

Ognuna ha modellato gli eventi nel tentativo di sopravvivere.

Grace e Jeannie sono il frutto di amori incompiuti, gemme che nell’adolescenza perdono le illusioni.

La scrittura di William Wall sa essere tragica anche attraverso una frase che arriva imprevista.

Nella bellezza di una terra incontaminata il peccato è una pianta che cresce disordinata, entra nelle esistenze degli adulti, macchia la purezza dei bambini.

“Noi bambine cercavamo di trovare la nostra strada in quel mondo fatto di ostacoli che proliferavano nel caos, e sono convinta che anche gli adulti navigassero a vista.”

L’infanzia è gioco spericolato e paura di avventurarsi nell’esistenza dei genitori.

Il padre, figura enigmatica e poco presente, la madre sdoppiata tra passione e bisogno di compagnia.

“Non fidatevi mai di chi ha storie semplici da narrare.”

Un monito per chi legge e si aspetta che la trama segua una linearità.

Nel testo ci sono disgressioni, immagini, sogni, invenzioni fantasiose.

C’è l’acqua accogliente e nemica, le maree, i promontori, le risonanze dei venti, “le stelle come vetri rotti.”

Il corpo dell’altro e la voglia di saltare il limite del piacere.

Il terrore di ricordare e i frammenti che si vanno componendo.

Si oscilla tra paura e desiderio e le parole diventano infuocate.

Bisogna processare i padri e in questa necessaria evoluzione della trama il romanzo trova la sua dimensione più vera.

Non conta più chi è protagonista e chi è comparsa.

È tempo di provare a chiudere i conti con il passato, ritrovare la libertà nella verità.

“È facile diventare intrusi nella nostra storia.”

Importante è cercare la via per essere nel bene e nel male attori e non comparse.