“Il verdetto” Valeria Parrella La Nave di Teseo

 

Si respira poesia in ogni frase di “Il verdetto”, pubblicato da La Nave di Teseo nella Collana “Gli squali”.

Ci si abbandona ad una scrittura che fa vivere i personaggi, li libera da ogni impaccio letterario rigoroso.

È la creatività che penetra nella tragedia greca, la reinterpretazione che si fa presente.

Clitennestra e il suo amore assoluto, senza riserve.

“Ero ancora una ragazzetta borghese, ragionavo con la mente degli altri, della mia famiglia, di mia madre.

Poi piano piano cominciai a capire che tutto ‘sto teatro mi piaceva”.

Donna bambina che si affida e si fida, che impara a non farsi domande, ad accettare i segreti del suo Agamennone.

Boss nella città dai mille volti, dominatore e mai dominato, padrone del quartiere, figlio di una cultura che non fa sconti.

Valeria Parrella sceglie per la sua protagonista il monologo che non cerca assoluzione.

La sua è storia che non vuole consensi e comprensione.

Pretende l’ascolto perchè solo attraverso le parole si può capire la scelta che nasce da una profonda sofferenza.

Da femmina si trasforma in figura mitologica, acquisendo consapevolezza e nell’atto disperato non c’è solo rabbia.

Si raggrumano insieme i silenzi, le attese, il dolore per la perdita di Ifigenia, la sconfitta per non aver saputo ribellarsi.

“L’amore per un uomo è dipendenza, è quello che da sola non sei abbastanza, e chiunque abbia un pò di buon senso, un poco di carattere e un istinto di sopravvivenza, sa che questa cosa si sconfigge solo con la morte.”

L’omicidio si tinge di significati emblematici e nel sangue non si chiude il cerchio.

L’autrice conosce la sua Napoli, i vicoli, le discrepanze, i vizi e quella luce che continua ad illuminarla.

La luce dei tanti che non si arrenderanno mai e lotteranno per una legalità negata.

Agenda Letteraria del 20 aprile 2020

 

“Lo sapete, signori della corte, cos’è un letto vuoto?

Quale la sua forma e la sua temperatura?

Un letto vuoto ha la forma di un pugno chiuso, di denti stretti per non piangere, un letto che si stenta ad abbandonare, in cui ci si avvolge senza trovare pace, in cui ci si copre senza trovare calore.

Il letto vuoto è la tomba che la donna può trovare in vita.”

“Il verdetto”  Valeria Parrella La Nave di Teseo