“Insultare gli altri” Filippo Domaneschi Einaudi Editore

“Studiare il modo in cui parliamo, esaminare cioè quali espressioni usiamo, in quali corcostanze e perché, è il primo passo per capire qualcosa di più del modo in cui concepiamo e valutiamo ciò che ci accade e chi ci circonda.”

Come e perchè nasce l’insulto?

Filippo Domaneschi in “Insultare gli altri”, pubblicato da Einaudi, offre una risposta sociologica e linguistica.

Non approva e non giustifica ma spiega le motivazioni, legge le falle di una società che non prepara a dominare il conflitto.

Smonta con ironia il perbenismo vestito con i panni del pudore proprio perchè la scienza del linguaggio è studio che parte dall’osservazione.

Il neonato con il primo pianto si ribella esprimendo “frustrazione e insofferenza”.

Quella rabbia neonatale si palesa tutte le volte che non si riesce a frenare l’ostilità.

In tutte le civiltà il linguaggio ha una mappa di parole offensive.

“Persino dalle bocche di Catullo, Sallustio e Cicerone uscivano spesso e volentieri insulti rozzi e volgari.”

Possiamo definire il tempo attuale “l’epoca d’oro dell’ingiuria.”

La politica nel non trovare argomentazioni denigra con l’obiettivo di delegittimare l’avversario.

I social sempre più spesso sono teatri di feroci attacchi immotivati determinando sentimenti di vulnerabilità.

Assistiamo giornalmente alla rappresentazione teatrale dell’offesa e troppo spesso con il nostro silenzio diventiamo complici.

Grave è il meccanismo perverso che traccia una linea di confine tra individui considerati normali e minoranze.

“Nella società occidentale odierna il criterio di aderenza al modello di normalità coincide col prototipo del giovane maschio, bianco, forse anche cristiano, eterosessuale, attraente, sano, istruito, benestante.”

Il pettegolezzo, le insinuazioni, le fake – news sono larvate forme di diffamazione.

Esiste un cervello offensivo?

Che relazione c’è tra morale da sfidare e insulto?

Esistono tratti psicologici della persona insultante?

Un testo utile per imparare a disinnescare l’offesa e a cercare una dialettica di confronto civile e per ricordare che “l’insulto può avere una funzione catartica.”

Ma senza esagerare, mi raccomando!