“Invito alla meraviglia” Ian McEwan Einaudi Editore

“A partire dallo studio empirico di Aristotele sulla biologia marina della laguna di Pirra sull’isola di Lesbo intorno al 344 a. C., per giungere fino a noi attraverso Banks, Faradey, Tyndall, Gauss, Cajal, Einstein, Heisenberg, la tradizione letteraria scientifica è vasta, ricca e plurilinguistica.

È una letteratura che dovrebbe appartenere a tutti, non solo a chi esercita una professione scientifica.”

Ian McEwan nel saggi che compongono “Invito alla meraviglia Per un incontro ravvicinato con la scienza”, pubblicato da Einaudi, riesce a dimostrare che la scienza non è distante da noi.

È espressione di ricerca e coraggio, sacrificio e fallimento, ispirazione e successo.

Il suo è un excursus nelle vite degli scienziati e nella costruzione di raffinatissime biografie si coglie l’emozione della scoperta.

Seguiamo affascinati Charles Darwin nel viaggio a bordo della Beagle, imbarcazione diretta in Sudamerica.

L’approdo a Santiago, nelle isole di Capo Verde, l’entusiasmo per i colori e le forme, i disegni di esemplari di rocce, piante e animali, accendono una passione che non si spegnerà più.

“L’origine della specie” e “L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali” aprono scenari inimmaginabili ed ancora oggi sono opere di inestimabile valore intellettuale.

Dovremmo pronunciare più spesso le parole dello scienziato:

“Tutte le più importanti espressioni usate dall’uomo sono le stesse in tutto il mondo.

Questo fatto è interessante perché fornisce un nuovo argomento a favore della tesi secondo cui le numerose razze umane sarebbero derivate da un unico ceppo parentele.”

Uno dei moduli interpretativi del saggio è la relazione tra letteratura e scienza.

Entrambe indagano sulla natura umana, cambiano le strategie ma l’obiettivo è lo stesso.

Ho scelto di leggere seguendo un mio personale itinerario ed ho percepito l’urgenza di consacrare il percorso scientifico, troppo spesso relegato in ambiti accessibili solo agli addetti ai lavori.

McEwan sfata miti e ci fa incontrare personaggi del calibro di Einstein.

Abbiamo davanti a noi l’uomo in tutta la sua interezza e abbiamo voglia di rivedere la teoria della relatività non come un dogma ma come l’alta espressione dell’intelligenza umana.

L’altro interessante spunto riguarda lo stile letterarario e i cambiamenti che trasformarono la narrazione.

“Joyce e Virginia Woolf hanno trovato nuovi mezzi per rappresentare il flusso di coscienza, mezzi che oggi sono comunemente usati, persino nei libri per l’infanzia.”

Il rapporto tra credenza e laicità, salvezza e apocalisse: ogni argomento ha il respiro di una libertà interiore rara in questo tempo di fake news.

Che entità ha l’io? Da chi e da cosa è governato e quanto influenza gli scrittori?

Siamo creature narranti?

Se avete piacere di ricevere delle risposte non vi resta che leggere il libro.

Fidatevi, non ve ne pentirete.

Mi raccomando, soffermatevi sulla ricca bibliografia.

Tanti i suggerimenti preziosi a dimostrazione che la Cultura è interazione tra passato e presente.