“Io volevo essere eterna” Anna Marchitelli Clichy Edizioni

 

“Mariuccia si ispira al mito per dar vita alla sua creatura e direttamente dal suo grembo fa nascere Krizia.

Non sceglie la A, che pure esiste nel dialogo, Atene, Atlantide, no, lei sceglie l’uomo, il filosofo, il politico.

Si presenta al mondo mitica e moderna e soprattutto al maschile, la stilista bergamasca che ha una sola esigenze: vestire le donne.”

Ha le idee chiare Maria Mandelli e un progetto rivoluzionario per gli anni cinquanta.

Vuole creare attraverso la moda un nuovo linguaggio femminile, libero da fronzoli ed eccessi.

Modulare con le stoffe un concetto alternativo dove le parole d’ordine sono futuro e libertà.

“Io volevo essere eterna”, pubblicato da Clichy Edizioni, è la meravigliosa storia di un sogno realizzato.

È il connubio felice tra l’intraprendenza lombarda e la creatività italiana.

È il sacrificio degli inizi, il viaggio da Nord a Sud per proporre il Campionario.

“A guidarla in questo continuo superamento del limite sono le idee, molteplici e puntualmente anticipatrici.”

Un’artigiana che trasforma la materia, dando consistenza a uno svolazzo ideativo.

Da Bergamo a Milano in un’ascesa costellata da un’irrefrenabile volontà di lasciare un segno nel mondo.

Anche in amore la nostra protagonista si immerge come una dea che sa concedersi.

La storia con Aldo Pinto è travolgente, totalizzante.

Anna Marchitelli ci regala il mito e lo fa con una narrazione storica e al contempo poetica.

Descrive una donna capace di “essere padrona di tutto, non demandare a nessuno, non lasciare che nessuno abbia l’ultima parola, non dare a nessuno la possibilità di contraddirla.”

Nella moda Mariuccia riesce a trovare equilibro, ad allentare le tensioni dell’anima.

Mai appagata, sempre alla ricerca di quella scintilla creativa che arde nelle vene.

Utilizza come modelli Karen Blixen e Djuna Barnes dando voce alla sintonia tra arte tessile e letteratura.

“Alla fine degli anni Ottanta, Mariuccia è condottiera di un esercito di donne fiere che, nell’Italia di un post – Sessantotto afflitto dall’anti – moda, sono pronte a difendere le proprie fragilità sotto simboliche armature e seduttivi bustini di pelle, senza dimenticare di mettere in mostra gambe e cervello.”

Mantiene il suo stile anche negli anni 90 quando il lusso sfrenato provoca uno smottamento anche nei gusti femminili.

Resiste e si destreggia fino all’ultimo, da sola come è sempre stata.

Dal basso di una famiglia anonima ai vertici del successo non ha mai tradito se stessa.

Un libro prezioso perchè tra le righe racconta le profonde trasformazioni della nostra Italia.