@filo_gagliardi recensisce “Il libro dell’estate” Tove Jansson Iperborea

@filo_gagliardi recensisce “Il libro dell’estate” Tove Jansson Iperborea

 

Se vi siete sintonizzati già sull’estate e se comunque la quarantena vi ha fatto recuperare l’attenzione verso il silenzio e la tranquillità, allora certamente fa per voi Il libro dell’estate della scrittrice finlandese Tove Jansson edito nel 1972 in lingua originale, poi nel 1989 per Iperborea, una casa editrice italiana che ultimamente sta riconoscendo, giustamente, una buona visibilità per le sue edizioni particolari e sempre curate. Non è un caso che nel 2018 i classici di questa casa editrice siano stati riproposti in allegato con il Corriere della Sera.
Ebbene Il libro dell’estate, un libretto di nemmeno centocinquanta pagine diviso in ventidue capitoli brevi, asciutti, scritti con stile realistico ma non per questo privo di tocchi di lirismo, racconta le vicissitudini di due donne, una nipotina e una nonna, in un remoto villaggio finlandese durante la breve estate tipica dei paesi nordici. Tra l’esplorazione dei misteri della natura e il costante dialogo fra le due protagoniste che, partendo da situazioni concrete, spazia in vari ambiti della realtà, la vita scorre nella sua quotidianità in un mondo tanto appartato quanto caldo nel suo interno. Sullo sfondo appare una figura maschile, silenziosa ma non per questo meno importante nell’economia di questo piccolo nucleo familiare, ovvero il padre di Sofia. Tutto ciò in un contesto fatto di precarietà, come precaria è la breve estate finlandese: “Ogni anno le notti diventano scure senza che nessuno se ne accorga. Una sera d’agosto si esce di casa per qualche faccenda, e d’improvviso tutto è nero come il carbone, un enorme, caldo e nero silenzio circonda la casa. È ancora estate ma l’estate non c’è più, si è fermata senza avvizzire, e l’autunno non è ancora pronto a venire”.
Del resto anche alle nostre latitudini agosto, pur essendo considerato il mese cardine dell’estate, è quello in cui le giornate diventano vistosamente e inesorabilmente più corte.
Ma intanto godiamoci queste giornate lunghissime di inizio estate, anche con un bel libro come questo.

 

Agenda Letteraria del 26 aprile 2020

“La bottiglia di vodka era ancora lì, ma si era capovolta ed era rotolata accanto alla foto del nonno, un giovanotto serio in uniforme.

Il foglio coi versetti era adagiato contro il fianco della bottiglia.

Le banconote gialle da dieci corone lo riparavano come una tettoietta.

L’ultimo messaggio di suo padre sembrava una nave in bottiglia, anzi, no, non una nave. Una scialuppa di salvataggio.”

 

“Il lungo inverno di Dan Kaspersen” Levi Henriksen  Iperborea

Agenda Letteraria del 18 aprile 2020

 

 

“Non voglio restare ancorato al mio passato.

Ma è praticamente impossibile vivere in una nuova società se prima non metti ordine nel tuo passato.

Per questo mi sono immerso negli appunti di mio padre, perché quello che ha scritto è anche la mia storia.”

 

Kader Abdolah   “Scrittura cuneiforme”  Iperborea

Agenda Letteraria del 1° aprile 2020

 

“Quando si parla di India non si può pensare a una letteratura sola: ci sono tante letterature, ciascuna nata in una lingua diversa, che vivono e respirano in un mondo culturale specifico. Spesso hanno poco in comune, perché in un paradigma geografico diverso gli stati indiani, gran parte dei quali ha una lingua propria, sarebbero in realtà paesi distinti.

La diversità linguistica dell’India non ha paragoni nel mondo e le cifre sono incredibili: le lingue parlate dalle popolazioni che vivono all’interno dei confini politici del subcontinente indiano sono quasi ventimila, che ovviamente è possibile riunire in gruppi, ma anche così si possono distinguere più di 120 lingue con i relativi dialetti.

Il numero ufficiale – cioè definito per scopi amministrativi – delle lingue indiane è 22.”

The Passenger  “India” Iperborea

“Alla radice” Miika Nousiainen Iperborea

 

“È sempre meglio fare l’anestesia. Anche ai sentimenti.”

Sarà vero o l’imprevisto può invertire la rotta a chi, rassegnato, naviga nella “grigia vita quotidiana di scapolo”?

Esko ha dedicato il suo tempo alla professione di dentista, senza farsi domande, accettando l’abbandono dei genitori, convinto che non sia necessario cambiare il ritmo noioso e solitario di un’esistenza priva di sogni.

L’incontro con Pekka è la scintilla di una commedia divertente e certamente molto dinamica.

I due personaggi scoprono di essere fratellastri ed inizia un’avventura che porterà il lettore a viaggiare senza sosta in giro per il mondo alla ricerca del genitore.

Dalla Svezia alla Thailandia all’Australia: non un viaggio da cartolina.

Colori accesi e degrado, costumi e abitudini, canti e speranze.

La piccola famiglia appena nata si arricchisce di nuove figure che all’apparenza non hanno niente in comune.

Cercano le proprie origini e dall’unione di queste diversità in un confronto continuo nasce una sintonia che va oltre i legami di sangue

“Alla radice”, pubblicato nel 2019 da “Iperborea”, traccia un quadro molto dettagliato della cultura del popolo finlandese.

La verve dialettica di Miika Nousiainen ricama un testo che attraverso l’ironia riesce a cogliere problematiche di grande attualità.

“Il mondo è pieno di elementi che influenzano la nostra vita per vie oscure.”

Il romanzo mostra che il destino è invenzione dei creduloni, mentre ognuno deve maturare il desiderio di conoscere il proprio passato.

È più doloroso il dubbio, l’incertezza.

Per arrivare alla verità il cammino è lungo, affollato di incontri che aggiungono alla storia tasselli di un costrutto dove il vero protagonista è l’essere vivente.

Basta ascoltarlo, berci insieme, sorridere, piangere e specchiarsi nell’altro.

Un testo intenso, scritto con il cuore.

Una lezione sulla paternità e sulla capacità di assumersi le responsabilità.

Un invito a credere che “l’amore non ha fine, solo un inizio.”

 

 

Incipit di “Alla radice” di Miika Nousiainen Iperborea

“Un’ascia e un bel diretto sono già mezza vittoria. Le uniche parole di mio padre che io ricordi. È vero. Se ci si batte partendo col piede giusto, la vittoria è più vicina. Difficile che il papà fosse uno stupido. Una volta ho chiesto di lui a mia mamma. Ha risposto che era un miserabile vigliacco, ha troncato la conversazione e non ha più voluto parlarne.”

“Alla radice” Miika Nousiainen Iperborea