“Gli uomini muoiono le donne invecchiano” Isabelle Desesquelles Edizioni Clichy

“Il mio lavoro è aiutare le persone a capire che il più bell’incontro della loro vita sono loro stesse.”

Alice nell’istituto di bellezza “L’Éden” riesce a sciogliere intrecci di vite insoddisfatte, bruciate, soffocate.

Un luogo magico carico del mistero di ogni esistenza che si apre, torna a respirare, a sognare.

“Gli uomini muoiono le donne invecchiano”, pubblicato da Edizioni Clichy, è un collage di racconti bellissimi.

Ogni personaggio perde  pudore e reticenza e si mostra con la voglia di capire gli errori commessi.

Con Caroline sentiremo il dolore dell’abbandono e il bisogno di “dimenticare, solo dimenticare, riuscire ad essere una donna dolce con una casa interiore e non una casalinga chiusa a chiave.”

Lilí ci insegnerà ad amare la vita, a ripeterci  come un mantra che non bisogna lasciarsi piegare dagli anni.

Comprenderemo che la relazione con un figlio non è così scontata, è ricerca, ascolto, altruismo.

Barbara con i suoi quattordici anni è il fuoco vivo della ribellione ad affetti familiari troppo ingombranti.

Clarisse va in bici contromano, “osserva con curiosità la sconfitta del corpo contro il tempo”.

Ama Clarice Lispector perché può far finta di “essere abbastanza saggia da disfare i nodi da marinaio che le legavano i polsi.”

Manon, la giovane “bulimica arrabbiata”, segna il disagio tra essere e apparire.

Ci si muove cercando di non spezzare il ritmo a volte spericolato della narrazione, in attesa di ascoltare il canto e il controcanto di un femminile che non si nasconde.

Isabelle Desesquelles offre la verità non solo sulle relazioni.

Mette a nudo la difficoltà di accettarsi senza accettare una scrittura a metà.

Parla di sesso, tradimento, libertà e abbatte ogni filtro mentale.

Nel dipanarsi dei monologhi una presenza è costante: Ève, figura evanescente che anche dopo la morte riesce a imporsi sulla scena.

Ne conosciamo il carattere, le passioni e quel segno che ha ceduto agli altri.

Resta però un’incognita, un fiore isolato, una nuvola passeggera.

Mentre cerchiamo di mettere insieme i tasselli delle tante voci ci rendiamo conto che “la gioia è fatta di pochi momenti.” Ed allora, godiamocela.