“La vendetta del professor Suzuki” Isaka Kõtarõ Einaudi Editore Stile Libero

 

“Il mondo non è fatto di buoni e cattivi.”

Come dimostrare questa teoria?

Ci riesce brillantemente Isaka Kõtarõ con una tecnica narrativa sorprendente.

Ci mostra i cattivi, li descrive, racconta le loro bravate.

Tutti sono intrappolati nella rete del Male, spinti ad agire da superiori che restano sullo sfondo.

“La vendetta del professor Suzuki”, pubblicato da Einaudi Editore nella Collana Stile Libero ha un ritmo intrigante, fantasioso, bizzarro.

Non è casuale che il personaggio principale sia un tranquillo professore, ne capiremo il ruolo durante la lettura.

Suzuki subisce come un affronto la morte della moglie, uccisa da un pirata della strada.

Lui, che non conosce la violenza, sente una spinta interiore irresistibile.

Deve vendicarsi e in questa sua decisione si riversano la rabbia e il rancore.

Per raggiungere il suo scopo deve entrare in un giro di criminali.

Fa tenerezza osservarlo mentre cerca di mettere a tacere la coscienza.

Incarna la semplicità di chi viene travolto dalla vita e non può tirarsi indietro.

A fare da corallario altre figure che osserviamo muoversi come marionette.

Ricevono ordini e obbediscono, uccidere o costringere al suicidio è lavoro.

Ma tante possono essere le forme di difesa che l’essere umano mette in atto per liberarsi dal giogo della cattiveria.

L’autore ha una creatività che vi sorprenderà.

Darà volto e voce ai fantasmi che come grilli parlanti fanno rimordere il cuore.

Lo Spingitore, il Balena, il Cicala chi sono veramente?

Cosa li ha spinti ad imboccare una strada che sembra senza ritorno?

Vi avviso che una volta entrati nella storia è difficile staccarsene, gli eventi si susseguono e noi siamo risucchiati da una trama fitta, incandescente, piena di colpi di scena e giri d’orizzonte.

Lo scrittore tiene la barra del timone con sicurezza e incede deciso costruendo una rete di infinite disgressioni.

Il suo è un romanzo liberatorio, una via di fuga, l’occasione di riscatto.

Interessante il riferimento a “Delitto e castigo” di Dostoevskij, troverete una morale che al grande classico si ispira.

Un atto di denuncia ai politici e ai potenti che “non si sporcano le mani”.

Forte è la sfida: esiste una parte di noi che resiste alla malvagità e alla perfidia.

Come si può perdonare?

Leggetelo e lo scoprirete.

Che libro!!!!