“Tutta colpa di una canzone” Jane Sanderson Einaudi Stile Libero

 

“Sarà che certi libri catturano l’immaginazione dei lettori in modi del tutto inaspettati.”

Si insinuano pagina dopo pagina, nella fluida consistenza di una parola che sa essere ipnotica.

Trascinano dentro vite che non ci appartengono ma per una strana e inconsapevole suggestione scuotono e invitano al ricordo.

Succede con “Tutta colpa di una canzone”, pubblicato da Einaudi Editore nella Collana Stile Libero e tradotto da Carla Palmieri.

Si riavvolge il nostro film personale e con infinita emozione si sente che sta nascendo una alchimia indescrivibile tra noi e i personaggi.

Due ragazzi, Alison e Daniel, sedici e diciotto anni.

Un’attrazione che si trasforma in desiderio, il piacere del contatto, la passione di corpi che imparano a conoscersi.

La musica come compagna e la purezza che solo quell’età concede.

Li vediamo stretti stretti e felici ma intuiamo che pesanti nubi si stanno abbattendo su quel sentimento estremo.

Alison è costretta a fuggire e mentre leggiamo cerchiamo di mettere insieme tasselli per comprendere i motivi di questa scelta dolorosa.

Bisogna avere pazienza e seguire la traccia che il romanzo ci impone.

Li troviamo adulti, lui critico musicale, lei affermata scrittrice.

Distanti per anni per una casualità il destino incrocia le loro strade.

Sono entrambi sposati e all’interno della coppia giocano ruoli già visti, prevedibili e necessari per tenere a bada il passato.

Iniziano a inviarsi brani musicali che contengono un alfabeto che solo loro riescono ad interpretare.

È un filo ininterrotto, un labirinto che dolcemente conduce verso l’essenza dell’Amore.

“E adesso Alison gli si presentava in quella nuova forma remota e seducente, forse ancora legata a lui da un filo che poteva magari essere sottilissimo, ma che per niente al mondo lui voleva spezzare, perché non aveva nessuna intenzione di dimenticarla un’altra volta.”

Emergono frammenti che hanno frantumato la giovinezza di Alison e sbigottiti ci chiediamo quanta forza, quanta resistenza abbia animato questa splendida figura.

Il testo ha un impianto narrativo che segue due momenti storici, retti da una scrittura che sa unire tasselli con una maestria inaspettata.

Jane Sanderson, giornalista e scrittrice inglese, ha una prosa elegante, molto poetica, carica di malinconia.

Non ha solo scritto una meravigliosa storia d’amore, ha inventato il linguaggio di due anime, ha intrecciato desiderio e rimpianto.

Ci ha restituito la tenerezza del primo bacio, della prima carezza.

Ha narrato l’essenza di quel bisogno antico che ci attrae e ci trasforma.

Ha smontato e ricostruito una innovativa idea di romanticismo dove non c’è spazio per le banalità.

Si è concentrata anche sui personaggi secondari, ognuno a suo modo decisivo nell’evoluzione della trama.

E il finale? Godetevelo ma prima componete una intrigante compilation di canzoni.

Ne troverete tante, scegliete con calma, sedetevi comodi e…

Quando tornerete al quotidiano vi mancheranno le voci e le frasi, il calore e la tensione di un romanzo eccezionale.

Rileggete qualche pagina e sorridete.

Anche per voi forse è tempo di riaprire l’armadio della memoria.