“Blue Summer” Jim Nichols Nutrimenti Editore

 

 

Il suono nasce come liberazione.

Diventa melodia e placa il cuore.

Si spezzetta e si ricompone e ne seguiamo la danza mentre il protagonista di “”Blue Summer”, pubblicato da Nutrimenti Editore e tradotto da Nicola Manuppelli, si racconta.

Un’oscillazione tra l’infanzia e l’età adulta seguendo il martellante richiamo dei ricordi.

La morte del padre e la fine dell’innocenza, il vuoto che la madre non sa colmare.

Il legame con la sorella Julia, l’incombente presenza del patrigno, la scuola e i primi amori, la strada e le bevute.

In questa riappropriazione del passato tanti episodi creano una frattura che non ha volto e nome.

È il dolore sotterraneo, la colpa per una tragedia familiare che lo vede coinvolto, l’impotenza di fronte alla perdita delle persone care.

La voglia di lasciare la piccola cittadina di Baxter nel Maine per vincere la rabbia, ricominciare.

Uno strumento musicale e il passo accelerato, l’alcol che placa la sete d’amore.

“Sento che il vecchio mondo indifferente si ricostruisce intorno a me.”

Non si può continuare a fuggire da se stessi.

Tornare indietro significa far emergere la verità.

Il finale si congiunge all’incipit e finalmente scopriamo cosa sta scontando in galera il nostro personaggio.

Il cerchio si chiude, resta la certezza che bisogna affrontare i propri fantasmi se si vuole riprendere a respirare.

Jim Nichols, vincitore del Maine Award Fiction Prize 2021, racconta l’America e le sue devianze.

Propone una figura che all’apparenza non ha più niente da perdere.

Un uomo che preferisce pagare con la perdita della libertà pur di salvare la memoria della sorella.

È l’ultimo e diventa il primo, è lo sconfitto che guarda negli occhi il suo nemico, è il musicista che crede nel potere lenitivo della poetica musicale, è il vagabondo che abbraccia un vecchio amore.

Una scrittura nitida, un’architettura temporale impeccabile, una trama complessa e molto armonica.

Da leggere per imparare a perdonarsi.

Bellissimo!