“Per le sei corde” Jorge Luis Borges Adelphi Editore

Il mito diventa realtà attraverso la scrittura.

Uomini entrati nella leggenda sfidano l’oblio grazie a Jorge Luis Borges.

Chi conosce l’autore resterà sorpreso leggendo “Per le sei corde”, pubblicato da Adelphi Editore nella Collana “Microgrammi”.

Un canto epico, testimonianza di un tempo andato dove non viene celebrato l’eroe ma il gesto ultimo.

L’attimo in cui si conclude un ciclo e resta solo la danza.

La milonga che nasce come ballo dei poveri è la riscoperta di una tradizione che univa in un corpo unico.

“Cosa fu di tanto ardire?

Cosa fu di quel coraggio?”

Ricordare significa tenere in vita, custodire un messaggio.

Tra arpeggi di chitarra, “coltelli della morte”, campi incolti, quartieri periferici si sviluppa una poetica che non si rifugia nella retorica.

Si porta in scena la socialità latino americana, l’incontro di linguaggi che spesso sono colorati di rosso.

“Il coraggio vince sempre,

La speranza non è vana.”

Due parole che ricorrono spesso come un ritornello necessario, il bisogno di uscire dai limiti temporali immortalando i sentimenti di un popolo.

Neri, orientali, fantocci e controfigure sono voci intonate che insieme vogliono ribellarsi al tradimento, alla vigliaccheria, al silenzio.

“Morire è un’abitudine

Che la gente sa osservare”.

Liberiamoci dalla paura, sorridiamo e uniamoci in un virtuale abbraccio a tutti coloro che sperano che “il tempo cancelli le frontiere.”