“La sposa birmana” Journal Gyaw Ma Ma Lay O barra O Edizioni

“La sposa birmana”, pubblicato da O barra O Edizioni e tradotto da Giusi Valent, pur essendo un classico ha lineamenti decisamente contemporanei.

Wai Wai è troppo giovane quando accetta di sposare Saw Han.

È affascinata dal mondo occidentale che l’uomo rappresenta.

Una scelta che la costringerà a fare i conti con due culture.

La trama nella sua linearità riesce a regalare paesaggi e sentimenti, emozioni e passioni.

Journal Gyaw Ma Ma Lay mostra le fratture causate dal colonialismo e senza enfasi permette al lettore di partecipare alla condizione di un popolo che si aggrappa alle sue radici.

La protagonista ha una bellezza interiore che illumina il testo, trasmette il valore degli affetti familiari e il legame alla sua terra.

“Essendo la figlia del principale commerciante della regione, conosceva tutti i trucchi del mestiere.

Sapeva riconoscere la qualità del riso, calcolare i tassi di rendimento, far valutare il risone..”

Ha nei confronti del padre una devozione commovente, un sentimento puro come un gioiello levigato dal fuoco del rispetto.

La consapevolezza di essere prigioniera della scelte del marito arriva lentamente grazie ad un costante flusso di pensieri.

“Wai Wai faceva fatica ad accettare la sottomissione e cominciava a provare anche un certo senso di frustrazione.”

In lei si rispecchiano tutte coloro che ieri come oggi con il matrimonio perdono l’identità.

La figura maschile con le sue attenzioni esagerate ha scambiato l’amore con il possesso e non si accorge di aver creato un labirinto senza uscita.

Nell’accelerazione del ritmo narrativo il destino scava i suoi solchi e non lascia scampo.

Rosso è parola dominante, segno di una caduta o forse di una liberazione.

Un vento leggero e finalmente la pace.