“Jungle nama” Amitav Ghosh Neri Pozza Editore

 

“La leggenda di Bon Bibi è un miracolo di ibridismo, combina infatti elementi islamici, indù e folklorici con tale scioltezza che è impossibile collocare la storia all’interno di una singola tradizione religiosa.”

“Jungle nama”, pubblicato da Neri Pozza e tradotto da Anna Nadotti e Norman Gobetti, rielabora una antica leggenda attraverso una interpretazione attualissima dei valori fondanti del vivere civile.

Attraversata dalla poesia sembra un canto popolare che infondeva nelle comunità adiacenti alle foreste coraggio e determinazione.

Uno spirito temibile, Dokkhin Rai, semina il terrore con la sua furia devastatrice.

A controbilanciare questa figura negativa “due esseri dal potere certo.”

“Una era la Signora della foresta, Bon Bibi,

L’altro era suo fratello, Shah Jongoli.

Bon Bibi era forte, ma misericordiosa,

Shah Jongoli un guerriero di energia mostruosa.”

La trama potrebbe svilupparsi tra questi personaggi, gli ingredienti del Fantasy ci sono tutti.

Se fosse un romanzo di genere andrebbe benissimo e certamente terrebbe desta l’attenzione del lettore grazie ad effetti scenici ben dosati.

Conosciamo la maestria e la creatività di Amitav Ghosh e ci aspettiamo di più, che puntualmente arriva.

Entrano in scena gli uomini e il canovaccio si trasforma in una lezione culturale di altissimo livello.

Conosceremo l’avido “Dhona”, senza scrupoli di fronte all’ambizione di essere ancora più ricco, Mona, vittima dei capricci del fratello, Dukhey, “soprannominato “ragazzo triste”.

In un viluppo di avventure si scontra l’uomo con i suoi vizi e quando tutto sembra perduto succede il miracolo a riordinare le carte di un destino che potrebbe essere fatale per il più debole.

Vince il canto e la poesia, trionfa la giustizia.

Scrive l’autore nella postfazione:

“L’attuale crisi planetaria ha ribaltato gran parte delle consuete convinzioni e aspettative, anche rispetto alla letteratura e alle forme letterarie.

Nei tempi andati, storie come questa sarebbero state considerate infantili, e perciò roba per bambini.

Ma è ogni giorno più evidente che simili storie si fondano su una comprensione della condizione umana più profonda rispetto a molte narrazioni considerate serie e adulte.”

Le illustrazioni di Salman Toor sono “illuminanti”, domina il tratto nero, deciso, netto quasi a sottolineare una ulteriore interpretazione.

Nell’animo umano si annidano sentimenti contrastanti, spinte negative e positive che dovranno giocare una partita complessa e a volte pericolosa.

A noi il compito di stabilire il vincente ricordando sempre che esiste un segreto per essere felici.

Quale?

A voi il piacere di scoprirlo grazie ad un testo prezioso ed educativo.