Recensione di @CasaLettori: “La voce dell’acqua” Kawakami Hiromi Einaudi Editore

 

Recensione a cura di @CasaLettori di “La voce dell’acqua” Kawakami Hiromi Einaudi

 

 

“Gli odori riportano alla memoria ricordi.”

“La voce dell’acqua”, pubblicato da Einaudi Editore e tradotto da Antonietta Pastore, si sviluppa su due linee che nel corso della narrazione si incrociano.

La prima è legata alla ricomposizione di frammenti di passato, l’infanzia, l’adolescenza, l’età adulta.

La seconda indaga sul senso del desiderio, sulle pulsioni inarrestabili, sulla vibrazione emozionali.

Il racconto è impregnato dalla figura della madre, presente anche nel sogno.

Ingombrante nei bruschi cambiamenti di umore, nella capacità di dominare e tenere aggregata la famiglia.

Miyako e Ryõ sono calamite che si attraggono, provano a staccarsi, a ignorarsi ma c’è qualcosa che va oltre il legame tra fratelli.

Alla morte di Mami tornano nella casa che li ha visti crescere.

Non è solo la solitudine a riunirli, hanno bisogno di capire fin dove si sono spinti e perchè.

Interrogarsi sulla anomala relazione di padre e madre, rivivere le amicizie, gli incontri, le esperienze.

Sfiorarsi e sentire di essere parte di un unico cerchio e all’interno di quello spazio riconoscersi.

Nei romanzi di Kawakami Hiromi, in particolare in “I dieci amori di Nishino”, si ha la sensazione di precipitare all’interno di una grotta dove tutto può succedere.

Non ci sono limiti al desiderio che non è solo una percezione del corpo.

È la contaminazione delle anime, il bisogno di identificarsi nell’altro, di sconfiggere ogni tabù.

La leggerezza di una scrittura che incede con libertà verso la purezza dell’attrazione restituisce al romanzo  grazia ed espressività, senza forzature dialettiche e strutturali.

I fatti si snodano nella normalità ed è questa caratteristica a ribaltare la visione dell’etica comportamentale.

La sincerità e la coerenza del narrare sono doti rare quando si penetra all’interno di sentimenti tanto intimi e profondi.

Sullo sfondo scorre la Storia, un fiume lento che inquina le esistenze senza invadere la traccia centrale.

È come se si scomponesse il privato dal pubblico per dare tempo al lettore di analizzare il contesto con generosità e senza pregiudizi.

Tanti sono i segreti che si celano tra le pagine, molti restano sommersi dalla patina del tempo, altri emergono attraverso un lavoro da detective che i due protagonisti dovranno imparare ad accettare.

Sapranno andare fino in fondo o si accontenteranno di un disegno incompleto?

Riusciranno a staccarsi dalle figure parentali, a colmare il bisogno di essere amati?

Un testo che insegna a non avere paura della morte, a sentire come propria la voce dell’acqua, a non temere la felicità.

 

 

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