“Non si tocca” Ketty Rouf Edizioni e/o

 

“Oggi non esisto.

Probabilmente neanche domani.”

Incipit che mette in luce l’assenza del Sè, la distanza tra corpo e anima, la consapevolezza che il futuro è un vuoto da riempire.

L’esordio narrativo di Ketty Rouf è perfetta sintesi di un disagio.

Essere o non essere, vivere o sopravvivere, sognare o agire.

“Non si tocca”, pubblicato da Edizioni e/o e tradotto da Valentina Abaterusso, è una provocazione.

“Il mio corpo cade, ma non cede.

Insegno filosofia, pratico la resistenza.

A che altro serve la filosofia se non a evitare che la vita sia un travaglio privo di senso?”

La scuola è infinita ripetizione di parole e gesti, conca di insoddisfazioni e di rimpianti.

Un’esistenza piatta tra Xanaz e sogni di piaceri sopiti.

Frequentare un locale di strip – tease significa costruire una doppia identità, riappropriarsi del desiderio, essere desiderio.

Farsi corpo, esplorarsi, accettarsi.

Nel gioco sensuale si celebra il rito della nascita.

Finalmente farfalla nella libertà di lasciarsi guardare.

E nello sguardo maschile cercare non solo approvazione.

C’è il bisogno di materializzarsi, uscire dall’ombra.

“Il corpo è la nostra storia, dobbiamo ascoltare i nostri polpacci tesi sui tacchi da capogiro, la pelle trasfigurata dell’attimo di oblio che ci coglie, tutte, come un’ebbrezza.”

Nella trasfigurazione del piacere rinasce la bambina alla quale era stata negata la gioia.

Si libera della catene del pudore, danza nella nuda essenza della carne.

E gli insegnamenti filosofici sono trofei da mostrare, percorsi ad ostacoli per raggiungere la felicità.

E se bisognerà fare una scelta non ci saranno tentennamenti.

Un epilogo con un forte messaggio che si espande tra i caratteri delle ultime righe.

Sarà il dono di una scrittrice che ha saputo varcare il confine dei tabù.