“La casa vuota” Yari Bernasconi Marcos Y Marcos Editore

 

Leggendo la raccolta poetica “La casa vuota”, pubblicata da Marcos Y Marcos Editore, ci sentiamo “in fuga dal miraggio di qualcun altro.”

Siamo trasportati in un tempo dove tutto perde consistenza, si dissolve, sta per scomparire.

Restano le rovine di una civiltà che sentiamo lontana, non più nostra mentre “il vento dissolve i confini con musiche antiche, giunte alle nostre orecchie come un regalo.”

Esistono gli eroi?

Che senso ha la guerra?

Martellanti domande entrano nel vivo dell’attualità, trasformano il verso in strumento di denuncia.

La parola stride, si contorce, allude.

Viola i confini del non detto, esprime sentimenti contrastanti.

“Non ci sono stendardi e mitologie

Da rianimare: solo sofferenze minime,

Comuni sacrifici.”

E noi superstiti cerchiamo di colmare i solchi profondi dell’odio.

Luci vuote di colori mentre il sole impazzito penetra tra i dirupi.

Vertigini nuove e vecchie alle quali ci aggrappiamo.

Restano a mostrarci il limite del nostro vagare.

“Ti seguo

Siamo due punti di un bianco senza fondo

I due brevi respiri di un immenso

Polmone.”

La lirica si contamina con la prosa, le frasi si allungano, si sfilacciano nella fuga dal centro di gravità.

Domina l’imperfezione, pietraie e vecchi tronchi piegati in una preghiera laica.

Si torna nella casa, quella dei ricordi, ma la porta è sbarrata e il silenzio evoca presenze di un altro tempo.

“In questo inverno

Che cancella l’eterno

Il tuo assoluto

È una vetrina vuota.”

Esiste un noi senza tempo?

L’immagine dell’Europa unita e un sogno impossibile.

Solo “un disordine di desideri”.

Le poesie di Yari Bernasconi non celano nulla, non fingono passione, non improvvisano costrutti.

Raccontano il nostro oggi, difficile, doloroso, angusto, frastagliato.

Un plauso per una sincerità che non maschera ma esplora.

E … si riprende a camminare cercando

“Un carruggio, un vano fra le case,

Il vicolo più stretto.”