Incipit “La città dei vivi” Nicola Lagioia Einaudi Editore

 

 

“Il 1°marzo del 2016, un martedí con poche nuvole, i cancelli del Colosseo si erano appena spalancati per consentire ai turisti di ammirare le rovine piú famose del mondo.

Migliaia di corpi camminavano verso le biglietterie.

Chi inciampava nei sassi.

Chi si alzava sulle punte per misurare la distanza dal Tempio di Venere.

La città, lí sopra, cucinava la rabbia nel proprio stesso traffico, negli autobus in avaria già alle nove del mattino.

Gli avambracci scandivano gli insulti dai finestrini aperti.

A bordo strada i vigili compilavano multe che nessuno avrebbe mai pagato. «Seee… vajelo a di’ ar sindaco!»

L’addetta alla biglietteria numero quattro scoppiò in una risata beffarda, provocando l’ilarità delle colleghe.

L’anziano turista olandese la guardò stupito al di là del vetro.

Nel pugno brandiva i due biglietti falsi che due falsi addetti al sito archeologico gli avevano venduto poco prima.

Questa, di andare a protestare dal sindaco, era tra le battute piú ripetute delle ultime settimane. Nata negli uffici comunali, si era diffusa tra i tassisti e gli albergatori e i netturbini e i venditori di grattachecche a cui pure, in mancanza di una piú chiara autorità, i turisti chiedevano aiuto tra gli infiniti disservizi cittadini.

L’olandese aggrottò le sopracciglia. Possibile che anche la vera autorità, quella in divisa ufficiale, lo stesse prendendo in giro?

Alle spalle la folla aumentava il suo brusio.”