“La foglia di fico” Antonio Pascale Einaudi Editore

 

“Quando ci toccherà andar via, sarebbe bello tornare alla natura sotto forma di nebbia che si alza sulla chioma dei faggi.”

“La foglia di fico Storie di alberi, donne, uomini”, pubblicato da Einaudi Editore, è un viaggio spirituale, esperienza sensoriale e filosofica, elegia dell’esistenza.

Va letto come una meditazione fermandosi a riflettere sulle domande e sui dubbi che incontreremo nel cammino.

Bisogna respirare e accogliere il seme fecondo della parola, farla propria, immergersi nelle acque cristalline di una prosa sublime.

Assorbire la pace che traspare dalle descrizione dei luoghi, cogliere le assonanze e le dissonanze di una ricerca costante.

Ricerca del prima che diventa ricordo e nei volti degli amici trova prove e tracce della giovinezza.

Il libro, suddiviso in capitoli, è un laboratorio scientifico e ad ogni albero affida il compito di essere parte di quel puzzle complesso che unisce le percezioni.

I colori entrano nel testo creando sfumature cangianti che dilatano la visione, la impreziosiscono e la scompongono.

“C’è un lasso di tempo tra il viola e il buio molto rilassante, in cui il buio non ti inquieta, anzi è piacevole.

Poi, dopo la prima settimana di agosto, si fa più invadente, anticipa l’inverno, annuncia: attenzione.

Una trama, più oscura, difficile da leggere, si fa strada per i pendii e le vallate e arriva fino a te.”

Un ordito che costruisce un castello di suggestioni e invita a difendere la biodiversità, a cercare in ogni pianta il sussurro vitale.

La Bellezza di una fronda fiorita, la magia della nebbia che “aiuta le confessioni, aiuta le recriminazioni, le accuse e le scuse”, le leggende che si tramandano nella certezza di non disperdere la saggezza antica, la relazione tra Tempo e Caos: il tutto racchiuso in un’opera che si apre come un fiore in un giorno di primavera.

Antonio Pascale sale le vette più alte di una narrativa multiforme e lo fa con una scrittura a spirale.

Ogni spirale offre un itinerario sempre vario.

Si incontrano le varie forme d’amore, le triangolazioni, le delusioni, le infatuazioni.

Ragazze, donne che nella metamorfosi della memoria perdono la sacralità della mitizzazione e appaiono come naufraghe nell’isola della realtà.

“Ma alla fine l’amore non sarà solo una storia che ci raccontiamo per affrontare il trauma che la vita stessa ci procura?”

Caserta e la materializzazione simbolica della origine, madre complessa e a volte nemica.

La rilettura della Recherche e il bisogno “di sentire la vita” mentre si prova a cercare il momento che segna la svolta.

Le illustrazioni di Stefano Faravelli raccontano l’immortalità, l’impermanenza, la compassione.

Abbracciano l’uomo, lo includono in un disegno che partendo dalla linea arriva alla complessità delle forme.

Un testo meraviglioso che aiuta a trovare una propria meta.

“Ma attenzione, accade spesso agli scalatori: arrivi in cima e scopri che quella è una falsa vetta, ce n’è una più lontana, devi ricominciare,  ma non ce la puoi fare, sei troppo stanco, troppo complesso il cammino, a meno che…. “

A voi il piacere di inventare insieme allo scrittore una strategia di sopravvivenza.

Fidatevi, sarà una esperienza indimenticabile.